Una gallina non più in via di estinzione

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È la cugina della gallina padovana, almeno così dicono. La gallina di Polverara è una razza rara di cui è identificata l’origine italiana e sono ufficialmente riconosciute dalla FIAV – Federazione Italiana Associazioni Avicole due varietà di colore, la nera e la bianca (anche se in molti ceppi dall’incrocio di bianche e nere emergono esemplari blu). Ha una grande attitudine a produrre uova ed è provvista di una cresta ridotta (in alcuni esemplari sembrano dei cornetti) davanti al ciuffo. Allevate soprattutto nella zona di Polverara, queste galline ciuffate divennero in passato talmente famose per la loro bellezza e grossezza da divenire oggetto di dono al sultano Maometto II, fondatore dell’Impero Ottomano. Oggi purtroppo è una varietà avicola che rischia l’estinzione e alcuni dati non recentissimi parlano di circa 18 famiglie e 180 soggetti. Ma Luca Trivellato della Masseria di Polverara, in provincia di Padova, è uno degli allevatori che se ne prendono cura… dopo aver “cambiato vita”.

“Sono nato a Padova nel 1981 – racconta l’imprenditore veneto –. Ho frequentato prima il liceo scientifico e poi la facoltà di Scienze Politiche a Padova. Dopo aver lavorato un anno in Perù come traduttore, tornato a Padova, ho lavorato come Consulente del Lavoro per circa 7 anni. Ma a seguito di una malattia e all’avanzare dell’età di mio padre, che non riusciva più a seguire la sua passione per l’allevamento della Gallina di Polverara e per la didattica, ho deciso di prendere in mano l’attività e di riaggiornarne le proposte, riaprendo così La Masseria di Polverara. L’azienda agricola conta ad oggi circa 14 ettari di colture (mentre all’inizio erano solo 3 ettari) e si sviluppa su due sedi: la principale in Via del Convento 18 a Polverara e una secondaria sul Monte Calbarina, Arquà Petrarca nel Parco Regionale dei Colli Euganei. Sui Colli Euganei produciamo olio certificato biologico, miele e stiamo per aprire un piccolo agriturismo per mangiare spunciotti preparati con i nostri prodotti. Mentre nella sede principale produciamo verdure, cereali e nell’ottica della multifunzionalità aziendale effettuiamo attività di fattoria didattica e turismo rurale”.

Agricoltura e allevamento dunque, insieme ad ospitalità e formazione. Cercando di far conoscere e valorizzare un patrimonio che, altrimenti, andrebbe perduto. “Nella vecchia casa colonica – conclude Luca Trivellato – è presente anche un museo, riconosciuto dalla Regione del Veneto, con una raccolta di più di duemila attrezzi di uso quotidiano nelle nostre campagne. Sempre a Polverara continuiamo la selezione della Gallina di Polverara che dopo vent’anni di lavoro mio padre Antonio Fernando è riuscito a ricostituire. Siamo impegnati nel recupero delle 12 varietà di piumaggio che erano presenti nei nostri territori (come si evince dal prezziario dell’800 che si trova anche sul nostro sito). La nostra è un’azienda che vede nella diffusione della cultura agricola e del lavoro nei campi una chiave di valorizzazione delle produzioni locali, del ruolo poliedrico che possono avere le aziende agricole e dell’importanza della salvaguardia della biodiversità il modo di valorizzare le nostre radici e i nostri prodotti. Valorizzare i propri prodotti e trovare la disponibilità da parte dei clienti a pagare il giusto prezzo è la cosa più difficile. L’aumento dei costi delle materie prime e del costo lavoro, oltre ad una burocrazia asfissiante sono gli impedimenti più importanti per il nostro settore”.

Sanzia Milesi