Revisione delle macchine agricole, l’attesa continua

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L’approvazione del decreto interministeriale numero 80 del ministero delle Politiche Agricole e del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, datato 28 febbraio 2019, aveva fissato le nuove diverse scadenze per procedere alle operazioni di revisione del parco macchine del comparto primario italiano. Ma le prime scadenze sono trascorse invano in quanto si attende ancora un ulteriore provvedimento ministeriale, ossia il secondo decreto attuativo, che individui i dettagli tecnici per avviare concretamente le attività di revisione. In particolare, le attuali scadenze, che hanno prorogato quelle previste in precedenza, sono le seguenti:

  1. a) per i veicoli immatricolati entro il 31 dicembre 1983: 31 dicembre 2022;
  2. b) per i veicoli immatricolati dal 1° gennaio 1984 al 31 dicembre 1996: 31 dicembre 2023;
  3. c) per i veicoli immatricolati dal 1° gennaio 1997 al 31 dicembre 2019: 31 dicembre 2024;
  4. d) per i veicoli immatricolati dopo il 1° gennaio 2020: quinto anno successivo alla fine del mese di prima immatricolazione.

“Dopo aver riunito l’intera filiera agricola alla Camera dei Deputati per un confronto sul tema, rinnoviamo l’invito al Ministero dei Trasporti a rendere operativa la revisione dei mezzi agricoli approvata con il decreto interministeriale nel lontano 2015 e prevista sin dal Nuovo Codice della Strada datato 1992”. A dichiararlo è stato Andrea Borio, presidente di Federacma, in occasione della Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro. La Federazione Confcommercio, che raggruppa le associazioni nazionali dei rivenditori di macchine agricole e da giardinaggio, aveva anche organizzato a Montecitorio, nelle scorse settimane, il convegno “Le morti bianche in agricoltura”.Oggi circolano 1,2 milioni di trattori sprovvisti di cintura di sicurezza e 670 mila privi di rollbar, solo 100 mila mezzi sono stati messi a norma in otto anni” prosegue Borio, “ciò concorre a far sì che l’agricoltura abbia il triste primato su tutti gli altri comparti sui tassi di infortunio, con una incidenza due volte maggiore della media”.

L’attesa, quindi, continua. Lo sguardo è rivolto verso le competenti istituzioni, chiamate a completare l’iter normativo necessario per avviare concretamente la campagna di revisione. Ogni anno l’agricoltura italiana registra 120 decessi sul lavoro legati alla mancanza o all’usura dei più basilari sistemi di sicurezza sui trattori, come la cintura o il rollbar, ossia la struttura di protezione in caso di ribaltamento.