Prodotti agroalimentari cinesi sequestrati

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La Guardia di Finanza ha condotto un’operazione contro gli alimenti irregolari: la Cina è il Paese con il maggior numero di notifiche ricevute dall’UE.
Ogni anno entrano in Italia prodotti alimentari clandestini per oltre 2 miliardi di euro, poco meno del 5% della produzione agricola nazionale.
È necessaria una politica di tolleranza zero per chi falsifica e inquina gli alimenti, attentando alla salute pubblica, è, inoltre, indispensabile attuare il provvedimento per l’etichettatura d’origine per tutti i prodotti agroalimentari e rendere sempre più severi i controlli. I sequestri da parte delle autorità competenti italiane sono più che triplicati, ma il rischio di portare a tavola cibi irregolari è sempre più incombente.
I prodotti più colpiti dalle sofisticazioni sono i sughi pronti per la pasta, i pomodori in scatola, il caffè, la pasta, l’olio di oliva, la mozzarella, i formaggi, le conserve alimentari. L’allarme maggiore viene dalla Cina, dalla quale proviene il 75% degli articoli contraffatti, che non solo provoca danni all’economia locale, ma riesce a far entrare nella Penisola grandi quantità di prodotti che possono mettere a repentaglio la salute.
In tantissime confezioni sequestrate mancano nell’etichetta elementi essenziali, come la data di scadenza, ma non solo, i rischi più elevati provengono dalle contaminazioni da micotossine, additivi e coloranti al di fuori delle norme di legge. In alcuni casi si sono trovati pure residui di farmaci veterinari, metalli pesanti e ammine aromatiche per nascondere la bassa qualità degli alimenti.