Nuove prospettive per la Fiera del Madonnino

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Grossetofiere Spa è una società specializzata nell’organizzazione e gestione di eventi espositivi e si colloca tra le realtà di spicco del settore fieristico in Toscana.
Organizzatrice della grande “Fiera del Madonnino“, uno degli avvenimenti espositivi più importanti della Toscana, vanta al suo attivo manifestazioni espositive ormai consolidate oltre a vari eventi organizzati da società terze ed ospitati sempre nella sua struttura fieristica a cui se ne sono aggiunti altri nel corso dell’attività.
Per raggiungere questi obiettivi la Spa maremmana punta dal 2009 in maniera determinante sul nuovo Centro Espositivo al Madonnino di Braccagni, a pochi chilometri da Grosseto. Un’area organizzata con tutti i servizi sia per gli espositori che per i visitatori, che interessa una superficie di circa 75.000 mq.

Ne abbiamo parlato con il Presidente di Grossetofiere, il Dott. Andrea Masini.

È stato recentemente riconfermato alla Presidenza di Grosseto Fiere: quali sono gli obiettivi del suo terzo mandato?

“Ringrazio i soci pubblici Camera di Commercio della Maremma e Tirreno, il Comune e la Provincia di Grosseto per la fiducia che continuano a riporre nel sottoscritto. Leggo questo terzo mandato come una richiesta di portare a termine, insieme al nuovo CDA, alcune operazioni iniziate nel precedente mandato, che vedranno consolidata la struttura del Centro Fiere di Braccagni con tanti lavori di ristrutturazione peraltro già iniziati, la dotazione in proprietà di ampi spazi da adibire a parcheggi e nuove aree espositive, la messa in pratica di tante idee e progetti destinati a migliorare ed arricchire le due fiere più importanti, La Fiera del Madonnino ed il Game Fire, che purtroppo sono rimasti nel cassetto quasi due anni a causa di stop dovuti alla pandemia. Adesso il 10, 11 e 12 Settembre queste due fiere si terranno contemporaneamente e credo che sarà una bella manifestazione che sancirà la ripartenza per tutti, incrociamo le dita”.

Come può la Fiera del Madonnino incentivare ulteriormente il settore della meccanizzazione agricola?

“La Fiera del Madonnino taglierà quest’anno il traguardo delle 42 edizioni. In tutti questi anni è stata punto di riferimento per lo sviluppo dell’agricoltura di ampie zone del centro Italia, con punte di 52.000 visitatori nei tre giorni dell’evento. Si è sviluppata ed adattata nell’offerta espositiva della meccanizzazione agricola anche in funzione delle varie riforme della P.A.C. ed allo sviluppo di alcuni settori importanti, come la viticoltura e l’olivicoltura. Adesso stiamo passando velocemente dall’agricoltura 4.0 alla 5.0, dall’agricoltura di precisione, dal minimo utilizzo di risorse idriche, dalla minima lavorazione del suolo, all’agricoltura fuori suolo, al massiccio utilizzo dell’informatica ed elettronica, all’introduzione di ulteriori innovazioni, anche rivolte ad una sempre maggiore sicurezza per l’operatore. Nell’edizione 2022 troveremo tanta meccanizzazione innovativa in Fiera”.

Per quanto riguarda il comparto della zootecnia, quale ruolo svolge la Fiera del Madonnino in relazione alla promozione della Razza Chianina?

“Da diversi anni ospitiamo in Fiera Mostre Nazionali di specie e razze iscritte ai rispettivi Libri Genealogici, non solo bovini ma anche ovini. Nelle ultime due edizioni abbiamo ospitato la Mostra Nazionale della razza Maremmana e poi quella della Chianina, che facciamo ad anni alterni, in collaborazione con Bastia Umbra. La Toscana e l’Umbria, infatti, rappresentano il fulcro per questa, che è tra le più importanti razze autoctone italiane da carne. Grosseto, Livorno e Arezzo contano allevamenti in selezione sicuramente di eccellenza per questa razza, e al Madonnino nei due giorni di Mostra si incontrano il mondo allevatoriale, quello scientifico e la ricerca, che nel tempo hanno conservato e migliorato questa razza, “Il Gigante Bianco” come viene chiamato, per la sua mole, la sua eleganza e la sua morfologia. Disperdere questo grande patrimonio genetico sarebbe veramente un delitto, noi cerchiamo di dare una mano affinchè tutti possano godere di questa ricchezza”.

Quali sono, a suo giudizio, le priorità del settore agricolo nella seconda metà del 2021?

“L’annata agraria sta ormai volgendo al termine senza grandi scossoni o aspettative particolari, anche perché siamo in una fase di transizione della Politica Agricola Comunitaria. Tutti guardiamo ormai a quella che sarà la nuova programmazione della P.A.C. Certo che ci sono alcuni settori agricoli che stanno soffrendo più di altri, come la pastorizia e la cerealicoltura, ambedue di strategica importanza per tutto il Centro Italia e la Toscana in particolare, per la salvaguardia del territorio, dell’ambiente e di grandi filiere di eccellenza. A mio giudizio servono decisioni coraggiose, strutturali, che presi singolarmente i singoli comparti produttivi, zootecnico, cerealicolo, ortofrutticolo, olivicolo, floricolo, e così via, effettuate profonde analisi, introducano ammodernamento, innovazione, nuove spinte all’aggregazione nella produzione e nella trasformazione, nonché serie politiche di internazionalizzazione. Chiudo dicendo che tutti si aspettano dagli organi di Governo e dall’Europa una maggiore protezione nel mondo per le nostre produzioni di eccellenza. Oggi l’italian sounding rappresenta ormai oltre 100 miliardi di euro. Credo che nessun Paese al mondo potrebbe continuare a sopportare uno scippo del genere, l’Italia men che mai”.

A cura di Pier Luigi Scevola

 

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