L’amore per la terra di Calabria

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Una tradizione che si tramanda di generazione in generazione. Con il medesimo impegno ed amore per la terra del passato. L’Azienda Agricola Biologica Santa Venere si estende per circa 150 ettari sulle colline di Cirò, piccolo paese della Calabria in provincia di Crotone. Un territorio, con le sue campagne pianeggianti verso il mare e le dolci colline, ritenuto altamente pregiato per la coltura della vite e dell’olivo. Le terre sono di proprietà della
famiglia Scala fin dal 1600. “Da sempre la nostra famiglia si è dedicata alla coltivazione della vite e dell’ulivo, ma nulla esisteva come complesso aziendale di quel che esiste oggi”, ricorda Giuseppe Scala, “inizialmente vi era solo la casa della famiglia con annesso un antico frantoio: pesanti ruote di pietra, di cui ancora conserviamo gelosamente i resti, che giravano in tondo trainate dagli animali per schiacciare le olive. Per quanto riguarda i vigneti, anticamente si produceva esclusivamente solo uva che veniva venduta direttamente”.

Tutte le attività vennero gestite dal 1960 da Federico Scala (venuto a mancare nel 2012), nipote di Falcone Lucifero, ministro della Real Casa. Grazie a lui nacque il centro aziendale, distaccato dal casale familiare, a cui diede l’attuale denominazione che richiama il nome del torrente che attraversa la proprietà. “Inizialmente Federico Scala era il solo membro della famiglia ad operare nell’azienda, poi, terminati gli studi universitari, anche il sottoscritto si è inserito attivamente in questo settore”, evidenzia Giuseppe, “si decise, quindi, di iniziare la vinificazione per produrre vino. Vennero fatti passi importanti e prese decisioni fondamentali per dare una nuova impronta all’azienda: la scelta di operare in regime biologico, tuttora conservata con orgoglio, nonché la scelta di un enologo importante e capace, Riccardo Cotarella; la scelta di puntare sui prodotti autoctoni per esaltare la propria terra; e ancora, la volontà di dare un’impronta moderna per l’immagine di tutti i prodotti”. Anno dopo anno sono stati introdotti macchinari e sistemi sempre più sofisticati, ad ogni persona è stata affidata la responsabilità di un settore.

“Di anno in anno vengono proposte nuove referenze autoctone”, aggiunge Scala, “l’ultima di queste, e fiore all’occhiello dell’azienda, è il nuovo spumante rosè metodo classico SP1 ottenuto da uve Gaglioppo a coltivazione biologica. Nella cantina le moderne tecnologie, unite alla nostra passione, assicurano ai vini un’eccellente qualità. Le uve che arrivano in cantina vengono poste per 8/10 ore nella cella frigorifera per abbattere la temperatura e preservare quindi le caratteristiche del prodotto evitando ossidazioni. Durante la fermentazione, la temperatura viene costantemente controllata. La cantina è equipaggiata con botti e barrique in legno della migliore qualità, selezionate in relazione al tipo di vino che dovranno ospitare, per esaltarne al meglio le caratteristiche. L’ultima fase del ciclo produttivo, l’imbottigliamento, è eseguita con grande cura. Le bottiglie vengono stoccate in gabbioni metallici e poste in ambiente termo – condizionato prima della finale etichettatura, completando il loro affinamento in bottiglia”.

In azienda vi è in esercizio un impianto fotovoltaico che soddisfa pienamente il fabbisogno di energia elettrica, i prossimi progetti in cantiere sono la realizzazione di una grotta per l’affinamento delle bottiglie metodo classico, la costruzione di una struttura ricettiva per avvicinare i wine lower e i numerosi clienti alla vita di cantina, la realizzazione di un centro sportivo. Tanti progetti ma non mancano le difficoltà. “L’invasione dei cinghiali sta mettendo in ginocchio l’intero comparto viticolo, in particolare le aziende in biologico come la nostra che non hanno possibilità di rimpiazzare l’uva depredata in quanto non disponibile” conclude Giuseppe, “comunque, la mia visione prevede un settore agricolo in crescita ma solo se supportato da un’adeguata trasformazione del prodotto agricolo”.

Antonio Longo

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