La Rete dei Giardini Sospesi

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Una cantina che ha uno stretto legame con il territorio, quello della Valtellina, terra del vitigno nobile Nebbiolo. Ad un’altezza compresa tra i 300 e i 700 metri di altitudine, a Postalesio crescono i vigneti dell’antica e storica cantina certificata CasaClima Wine. Considerata un punto di riferimento del panorama enologico valtellinese, un’eccellenza della Lombardia e non solo, la storia di Mamete Prevostini, al timone della cantina, è caratterizzata da un progetto di eco-sostenibilità che ospita al suo interno tre piani dedicati rispettivamente alle operazioni di appassimento, fermentazione e affinamento.

Ed è stato proprio Mamete, nella più grande area terrazzata vitata d’Italia, dove l’arte dei muri a secco è patrimonio UNESCO dal 2018, a dare vita alla Rete dei Giardini Sospesi, innovativa rete di imprese della filiera del vino con un approccio unico per il settore in Valtellina. L’iniziativa unisce nove viticoltori storici con lo scopo di dar vita a una virtuosa filiera nella quale condividere competenze, risorse e visioni. L’obiettivo è valorizzare la storia e la qualità della viticoltura del territorio portandola verso alti standard di sostenibilità, sia a livello ambientale che agro – ecologico ed economico.

Hanno aderito al progetto i viticoltori Sonia Soverna, Paolo Piatta, Guido Bongini, Gabriella Bersani, Gianpietro Farina, Guido Bresesti, Gregorio Baldelli, Riccardo Pensini.

“Con la Rete dei Giardini Sospesi” spiega Prevostini “diamo valore ad una figura professionale, ormai rara nel nostro territorio, ossia il viticoltore a tempo pieno. Offriamo la possibilità generale, soprattutto ai giovani, di diventare produttori di uva a pieno titolo. Questo lavoro deve essere economicamente sostenibile e permettere a chi lo intraprende di rimanere in Valtellina, migliorare la qualità della propria vita e accrescere le eccellenze del territorio. Vogliamo dare un messaggio ottimistico alle nuove generazioni, quello di scommettere sulla bellezza del vino significa investire nell’estetica futura del paesaggio”.

La Rete dei Giardini Sospesi nasce per ribadire il rapporto di fiducia che lega da sempre Prevostini ai viticoltori e alle loro famiglie, donne e uomini che vivono i terrazzamenti vitati come giardini a tutela della bellezza del paesaggio e del territorio. La scelta, razionale e lungimirante, è quella di investire sul “saper fare” e sull’originale interpretazione delle uve nebbiolo.

Grazie alla Rete dei Giardini Sospesi la filiera godrà di un continuo miglioramento della qualità dei suoi prodotti, di uno sviluppo delle proprie capacità produttive e dell’efficienza dei processi di coltivazione dei vigneti. Obiettivi che verranno raggiunti non solo grazie all’integrazione delle risorse e alla condivisione del know-how fra gli aderenti, ma anche tramite una cultura aziendale orientata ai valori della sostenibilità ambientale, economica e sociale.

La Rete metterà a disposizione dei propri soci le pratiche di vigna condivise in anni di lavoro e sperimentazione nella visione di viticoltura dei produttori aderenti. Queste ultime garantiranno assistenza agronomica mirata alla salvaguardia degli impianti dei vigneti e al continuo miglioramento dei prodotti ottenuti. Inoltre, verrà fornita assistenza nei principali processi di coltivazione e innovazione per ottimizzare costi e risultati. Un’idea concreta di economia circolare che renderà la produzione di uva un’attività economicamente vantaggiosa e ne incentiverà la produzione sul territorio.

di Antonio Longo