Una innovativa tecnologia per il settore avicolo

0
191

Due brevetti già registrati alla base di una innovativa tecnologia dedicata al settore avicolo, per la gestione della pollina – deiezioni di polli da carne (broiler) e galline ovaiole – in ottica di economia circolare: l’idea è valorizzare il sottoprodotto di scarto, trasformandolo in fertilizzante ed energia termica ed elettrica, attraverso un impianto di ridotte dimensioni, che funziona a ciclo continuo presso l’allevamento avicolo.

Si tratta di una soluzione ecosostenibile sviluppata in Italia, nelle Marche, dalla società di ingegneria 3P Engineering, e che per la sua portata innovativa, è stata scelta per il programma europeo LIFE, con cui l’Unione Europea sostiene progetti di salvaguardia dell’ambiente e della natura: CHIMERA è il nome del progetto, acronimo di CHIckens Manure Exploitation and RevAluation, ovvero sfruttamento e valorizzazione della pollina (GA n. LIFE15 ENV/IT/000631).

Diversi i vantaggi per gli allevatori: «Con i metodi di gestione tradizionale, la pollina viene trattata con smaltimento diretto o tramite inceneritori, sostenendo costi di trattamento e trasporto», sottolinea Rosalino Usci, Dissemination & Networking Manager di Chimera. «Con il nostro impianto invece, non è previsto alcuno stoccaggio, né spese di smaltimento o di trasporto della pollina. Non solo: a differenza di altre soluzioni, viene eliminato il processo di essicazione: la pollina viene utilizzata “tal-quale”, grazie a una tecnica di combustione diffusiva brevettata da 3P Engineering».

L’innovazione di Chimera si concentra nel bruciatore che consente di realizzare il processo di produzione del fertilizzante: «Le analisi di laboratorio condotte evidenziano una bassa quantità di metalli pesanti nel composto che si ottiene con ceneri e acque di lavaggio dei fumi», sottolinea Michele Marcantoni, Project Manager del progetto LIFE. Un dato importante se si considera che la pollina usata nei campi senza essere trattata, può danneggiare il terreno, l’acqua (con il rilascio di rame, piombo, zinco) e l’aria: le emissioni gas serra sono al primo posto degli indicatori come responsabili del riscaldamento globale per la Green Generation. «Si stima che la popolazione avicola in UE sia intorno a 1,6 bilioni di capi e di conseguenza, che la pollina sia causa di 25 milioni di tonnellate di emissioni gas serra ogni anno», specifica Rosalino Usci. «Chimera permette di evitare questo tipo di emissioni, in particolare NH3 (ammoniaca) collegabili allo spandimento diretto della pollina», specifica Rosalino Usci.

«Il composto che si ottiene attraverso l’impianto, risulta facilmente separabile con l’utilizzo di una centrifuga. Una parte è liquida e ben chiarificata, mentre il residuo secco risulta pastoso e pellettizzabile. La parte liquida viene reimmessa nel circuito di trattamento fumi, limitando il consumo di acqua da parte dell’impianto, mentre la parte secca ha le caratteristiche di un ottimo fertilizzante N-P-K, ossia un prodotto finale ricco di azoto, fosforo e potassio, che si differenzia rispetto al sottoprodotto degli impianti presenti sul mercato, dove l’azoto è presente in minima parte».

Il fertilizzante ottenuto risulta adatto per le coltivazioni di cereali, che costituiscono la base per la produzione di mangime e può essere utilizzato nell’allevamento stesso, secondo i principi di economia circolare. Il processo di combustione oltretutto, avviene a temperature relativamente basse, limitando così la produzione di ossidi di azoto, che in altri impianti devono essere abbattuti utilizzando apparati appositi (de-NOx).

«Abbiamo già progettato e costruito degli impianti prototipo di Chimera che sono stati installati presso allevatori della zona. In Olanda, presso l’allevamento avicolo Renders & Renders, che è partner del progetto europeo LIFE, è già programmato l’impianto pilota, in funzione per un anno a ciclo continuo», conclude Michele Marcantoni. «Stiamo già ricevendo varie richieste dal mercato, non solo in Italia ma anche per il Sudamerica e per alcuni paesi dell’Africa: il nostro obiettivo è offrire un nuovo business model sostenibile che consenta agli allevatori un risparmio economico, e che promuova un’economia pulita e circolare».