Un fondo per gli investimenti innovativi delle imprese agricole

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Dal 23 maggio, ed entro il 23 giugno 2022, le imprese agricole possono presentare le domande per il fondo per gli investimenti innovativi. A stabilirlo è il decreto direttoriale del Ministero dello Sviluppo Economico del 2 maggio scorso. Il provvedimento ministeriale definisce i termini e le modalità di presentazione delle domande di agevolazione e gli ulteriori elementi utili a disciplinare l’attuazione dell’intervento agevolativo.

La dotazione finanziaria

Nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico è stato istituito un fondo per gli investimenti innovativi delle imprese agricole, con una dotazione di 5 milioni di euro per l’anno 2020, destinato a favorire gli investimenti in beni materiali e immateriali delle imprese che determinano il reddito agrario. Lo scorso 2 marzo è stata stipulata apposita convenzione tra il Ministero e l’Agenzia nazionale per l’attrazione di investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.A. – Invitalia con cui sono stati regolati i reciproci rapporti in merito all’attuazione e alla gestione dell’intervento agevolativo in oggetto.

Chi può presentare la domanda

Possono presentare domanda di contributo le imprese agricole che intendano realizzare investimenti inerenti, esclusivamente, ad una, o entrambe, le attività di trasformazione di prodotti agricoli e/o commercializzazione di prodotti agricoli. Non possono presentare domanda di contributo le imprese agricole che intendano realizzare investimenti inerenti alla produzione agricola primaria. Le imprese agricole, sia alla data di concessione che alla data di erogazione del contributo, devono risultare iscritte presso INPS o INAIL, presentare una posizione contributiva regolare, risultare in regola con gli adempienti fiscali, non essere sottoposte a procedure concorsuali e non trovarsi in stato di fallimento, di liquidazione anche volontaria, di amministrazione controllata, di concordato preventivo o in qualsiasi altra situazione equivalente.

Le imprese agricole non ancora attive nei settori della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli che intendano realizzare gli investimenti devono attivare il codice ATECO corrispondente all’attività di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli entro la data di presentazione della richiesta di erogazione.

La misura del contributo

I contributi sono concessi nella misura del 40% delle spese relative all’acquisto dei beni strumentali 4.0, materiali o immateriali, ammortizzabili, 30% delle spese relative all’acquisto di beni strumentali ammortizzabili diversi dai precedenti. Non sono ammesse a contributo le spese connesse alla costruzione, all’acquisto o alla locazione di fabbricati o di terreni, per servizi e consulenze di qualsiasi genere, per imposte e tasse, relative a oneri accessori, legali e amministrativi di qualsiasi genere.

Come si presenta la domanda

Ai fini dell’accesso ai contributi, le imprese agricole presentano le domande di concessione, esclusivamente e a pena di improcedibilità, tramite PEC, inviando il modulo di domanda di concessione allegato al provvedimento, debitamente compilato in tutte le sue parti, all’indirizzo contributofia@pec.mise.gov.it, a partire dal 23 maggio ed entro il 23 giugno. La domanda è firmata digitalmente dal rappresentante legale o dal titolare dell’impresa agricola. Ciascuna impresa agricola può presentare un’unica domanda di concessione del contributo. Le domande di concessione del contributo sono istruite secondo l’ordine cronologico di presentazione. Le richieste di erogazione sono trasmesse ad Invitalia, esclusivamente e a pena di improcedibilità, tramite PEC, inviando il modulo di richiesta di erogazione allegato al provvedimento, debitamente compilato in tutte le sue parti, all’indirizzo contributofia@pec.mise.gov.it, a seguito dell’integrale pagamento delle spese rendicontate, a partire dal 30 settembre 2022 ed entro il 30 settembre 2023.

di Antonio Longo