Sinergia tra olio e vino

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Due eccellenze del Made in Italy. Due emblemi della Dieta Mediterranea. Olio e vino italiano mettono insieme le loro forze per affrontare al meglio le sempre più complesse sfide che quotidianamente propongono i mercati. È stato siglato nei giorni scorsi, in una cornice d’eccezione quale è Carpino, patria della tipica Ogliarola Garganica, in occasione della 47a Assemblea Nazionale delle Città dell’Olio, il protocollo d’intesa tra quest’ultima associazione e le Città del Vino.

Durante la kermesse, che ha visto protagonisti gli stati generali delle 320 Città dell’Olio italiane, i rispettivi presidenti dei sodalizi, Enrico Lupi e Floriano Zambon, hanno apposto la loro firma sul documento programmatico che certamente conoscerà quanto prima nuovi sviluppi, in termini di azioni concrete congiunte, finalizzati a fornire nuova linfa ai due segmenti di mercato.

Un’intesa che si colloca temporalmente in una fase particolare, considerato che il 2018 ormai agli sgoccioli è stato proclamato anno italiano del cibo mentre il 2019, ormai imminente, è l’anno dedicato al turismo lento.

“Le Città dell’Olio e le Città del Vino raccolgono l’eccellenza delle nostre terre – afferma il presidente di Città dell’Olio, Enrico Lupi – e condividono da sempre valori ed obiettivi comuni di promozione e di valorizzazione dell’immenso patrimonio culturale, enogastronomico, storico e ambientale del nostro Paese. Con la firma di questo protocollo d’intesa, le nostre Associazioni prendono un impegno concreto e sinergico nel mettere in campo azioni mirate allo sviluppo di un turismo enogastronomico “esperenziale” – continua Lupi, che ricorda come  “il futuro del turismo delle nostre città è la messa a sistema in una offerta completa, esperienze uniche e irripetibili in grado di regalare forti emozioni al visitatore che diventa il protagonista assoluto di un viaggio nella conoscenza del prodotto ma soprattutto del territorio”.

“Questa firma – conferma Floriano Zambon, presidente di Città del Vino – giunge al termine di un percorso che abbiamo da tempo condiviso circa la necessità di mettere assieme esperienze comuni che riguardano analoghe attività. Credo che questo percorso possa portare ad una sempre più forte integrazione tra le due associazioni che condividono valori, finalità, esperienze. Soprattutto per sviluppare l’incoming turistico nei territori del vino e dell’olio, che spesso coincidono. Sono molti, infatti, i Comuni che aderiscono ad entrambe le associazioni. Quindi è stato naturale avviare questo percorso comune”.

Il protocollo d’intesa prevede il coinvolgimento e la collaborazione operativa delle rispettive articolazioni organizzative, la ricerca di sinergie con soggetti privati e pubblici e le istituzioni locali, regionali e nazionali per attivare specifici eventi e progetti in particolare relativi allo sviluppo del turismo enogastronomico. Altri obiettivi comuni, la tutela del patrimonio paesaggistico, ambientale e agroalimentare dei territori associati, la tutela dei consumatori e la promozione della sicurezza agroalimentare, anche attraverso azioni mirate e momenti di approfondimento, e lo sviluppo di specifiche piattaforme on line ai fini di una conoscenza del vino e dell’olio e dei suoi territori di origine, a sostegno della filiera.

Il protocollo di intesa attiverà uno specifico “tavolo di lavoro” per definire congiuntamente le azioni da sviluppare e verificare lo stato di attuazione di tutte le attività concordate.

In occasione dell’assemblea di Carpino, tutte le regioni italiane sono state degnamente rappresentate:  dal Friuli Venezia Giulia alle isole Sicilia e Sardegna, passando per il Trentino, il Veneto, l’Emilia Romagna, la Liguria, la Toscana, le Marche, l’Abruzzo, il Lazio, l’Umbria, il Molise, la Campania, la Calabria, la Basilicata e la regione ospitante, la Puglia che, con le sue 31 Città dell’Olio e le circa 50 varietà di olive, rappresenta un fulgido esempio di biodiversità italiana.

di Antonio Longo

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