Buone pratiche nell’uso delle agroenergie

0
1588

 Figura 3

Nell’ambito del recente salone delle bioenergie BioEnergy Italy sono stati consegnati a tre aziende i premi del concorso “Le migliori pratiche nell’uso delle agroenergie” (categoria impianti a Biogas) promosso da Legambiente, Chimica Verde Bionet, CremonaFiere e dalla fondazione tedesca DLG, con il patrocinio di ENEA, CIB e CRPA. Qui di seguito le aziende premiate.

CARAVERDE Energia: produzione di energia a Km zero

Caraverde Energia, con sede in Caravaggio (BG), è un’esperienza di cooperazione altamente innovativa, non fosse altro che per la capacità di unire in modo sinergico il mondo agricolo e industriale per valorizzare il territorio, dimostrando che due mondi apparentemente così distanti possono trovare un punto di incontro. Il progetto ha unito 9 aziende agricole zootecniche  – 5 di bovini e 4 di suini – che consegnano i loro reflui ad un impianto a  biogas tramite un sistema composto da 22 km di condotte interrate che consentono di trasferire i liquami all’impianto e di far ritornare il fertilizzante naturale direttamente alle aziende agricole. “Questa soluzione impiantistica consente di azzerare quasi completamente le emissioni derivanti dal traffico veicolare per il trasporto su gomma e di ridurre significativamente le emissioni dei gas ad effetto serra e gli odori dei liquami prodotti dai 25.000 suini e dai 1800 bovini allevati dalle aziende agricole consorziate, producendo energia a Km zero” afferma un rappresentante del Progetto al ritiro del premio.

Società Agricola ARTE: connubio di tecnologie sostenibili 

La società agricola ARTE, con sede a Cerignola (FG), è passata dal fare agricoltura con metodi tradizionali a un regime biologico e semina su sodo. Il passaggio ha innanzitutto comportato un notevole arricchimento delle colture. Da solo grano si è passati a oleaginose, leguminose, il grano duro tradizionale Senatore Cappelli e alcune varietà di  farro. A breve si coltiverà anche canapa, intesa come coltura per mantenere la copertura dei campi e per la possibilità di fare un’agricoltura diversa, biologica e per prodotti “nutraceutici”. L’azienda dispone di un impianto a biogas (625kW) e utilizza il digestato per arricchire di sostanza organica i suoli.  “L’utilizzo del digestato, insieme alle pratiche di semina su sodo che abbiamo adottato, ci ha permesso di arricchire di sostanza organica il terreno agricolo e addolcirne i primi centimetri. Questo ha permesso di fare fronte alla altrimenti elevata salinità dei suoli di questa zona” ha affermato Massimo Borrelli imprenditore dell’Azienda ARTE durante la consegna del premio. Tra l’altro: il 20% del biogas prodotto deriva da sansa e la dieta contiene anche Typha, un vegetale che si ottiene dalla pulizia delle riserve d’acqua locali di cui l’azienda si è fatta carico.

Soc. coop. Agribioenergia: utilizzo del calore di cogenerazione

La società Agribioenergia, con sede a Medicina (BO), è un ‘altra esperienza consortile che gestisce un impianto a biogas  nato nel 2006 e che riunisce 26 soci con 1300 ettari di terreno a  disposizione. Da una dieta inizialmente basata solo su colture dedicate, l’impianto è passato negli ultimi 5 anni ad una dieta che oggi si basa per il 60% su scarti della lavorazione agroalimentare dei prodotti agricoli. Non solo. La caratteristica che rende questo impianto particolare nel panorama italiano, dove la maggior parte degli impianti a biogas non valorizza l’energia termica, è che da quest’anno tutto il calore prodotto in cogenerazione dall’impianto di Medicina verrà utilizzato per essiccare piante officinali. “I costi di essiccamento delle officinali, da cui spesso si estraggono  principi attivi per la produzione parafarmaceutica, sono determinanti  e il fatto di avere calore a basso costo permette una maggiore concorrenzialità nella commercializzazione di questi prodotti” afferma Michele Filippini, rappresentate della cooperativa al ritiro del Premio.

di Maria Luisa Doldi