Api e capre, che passione

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È possibile sposare due alimenti diversi, come il latte e il miele, proponendo sul mercato prodotti originali e innovativi? Dall’esperienza della Cascina La Comuna sembrerebbe proprio di sì…

Un interesse innato per il mondo delle api, che l’ha portato a iniziare in giovane età, e quasi per caso, l’avventura di apicoltore. Dal Nord, dopo gli studi, si trasferisce in Meridione e, anno dopo anno, accresce sempre più il suo alveare. Poi l’incontro con la moglie, inglese, e la decisione di proseguire l’attività, ormai familiare, sulle colline ovadesi, a 312 metri sul livello del mare. È una storia che appassiona quella di Osvaldo Bruni, milanese impiantato in Piemonte da oltre 25 anni. La sua azienda agricola,, nasce nel 1986 a Montaldeo (Al), poggiando le basi sulla già avviata attività apistica svolta dallo stesso Bruni sull’intero territorio nazionale e destinata all’ottenimento dei mieli italiani più pregiati. 15 gli ettari di proprietà della cascina, di cui 5 a bosco, 5 a pascolo e 5 coltivabili e avvicendati tra cinque anni di medica e un anno di orzo o avena. Dopo circa dieci anni di vita in cascina, una nuova idea spinge Bruni a utilizzare il fondo con uno scopo ben preciso: trasformare e valorizzare tutto il foraggio che i terreni adiacenti alla sua proprietà offrono attraverso un allevamento ovicaprino. Così, nel 1995, Bruni costruisce una stalla, e nel 2000 l’azienda inizia a produrre latte biologico di capra in bottiglie di vetro, che la commerciale Ecor ritira e distribuisce sul mercato nazionale come ‘primo latte di capra italiano’.

Scamosciata delle Alpi e Ligustica

La razza di capre prescelta? La scamosciata delle Alpi, preferita alle altre per la sua rusticità al pascolo e per la produzione di latte di qualità. Oggi i prodotti derivati dal latte dei 130 capi aziendali sono molteplici: latte alimentare pastorizzato in bottiglia di vetro da 500 ml, yogurt (intero, magro, alla vaniglia e al miele), Kefir, un latte fermentato tipico dei paesi dell’Est, formaggi a fermentazione lattica a pasta spalmabile, robiole, caciotte, fresche e stagionate, ricotta e panna di capra pastorizzata. A garantire il miele pensano invece le api di razza Ligustica, la più conosciuta in Italia e all’estero per la sua mansuetudine e laboriosità. Diversi anche i mieli prodotti: acacia, tiglio, millefiori, castagno, melata, rododendro, arancio ed eucalipto. L’azienda, che da sempre lavora perseguendo i principi dell’agricoltura biologica, del benessere animale e del rispetto ambientale e del consumatore, viene periodicamente controllata dall’ente certificatore ICEA, e oggi si avvale di quattro dipendenti.

Due passioni: la natura e le persone

La Comuna è anche agriturismo e fattoria didattica. “Grazie a queste attività abbiamo fuso due nostre grandi passioni: la natura e le persone – rivela Bruni –. Quello che ad oggi ci manca – continua – sono le energie alternative: finora non abbiamo voluto rischiare, timorosi di non riuscire a recuperare l’investimento. Lascio comunque ai miei figli la possibilità e la scelta di installare qualche impianto in futuro”. E conclude: “Sono estremamente soddisfatto di quello che ho creato dal nulla e della mia famiglia, che mi ha accompagnato in tutti questi anni e mi ha supportato costantemente. Se tornassi indietro intraprenderei nuovamente e senza alcun dubbio l’attività apistica, ma credo che, nonostante le molte soddisfazioni che ci ha dato, penserei due volte ad avviare l’allevamento caprino, che si è rivelato estremamente impegnativo”.

Articolo di Zoe Parisi