Puntare sull’innovazione

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In un momento economico difficile diventa importante poter individuare nuovi percorsi di sviluppo per le diverse filiere produttive. Questo è vero anche per la filiera dell’agroalimentare che, nonostante si sia sviluppata in maniera anticiclica rispetto alle altre, registrando crescite laddove si registravano altrimenti solo recessioni, si troverà a dover affrontare presto sfide di portata globale. “Ci sarà cibo per tutti”? chiede provocatoriamente Denis Pantini  – direttore del settore agricoltura e industria agroalimentare  di NOMISMA – durante la giornata dedicata alle tematiche agroalimentari organizzata di recente a Milano dall’Agenzia Regionale per lo Sviluppo di Parigi Ile-de-France e dalla rappresentanza italiana dei Saloni Internazionali Francesi. La domanda sembra spiazzante eppure la risposta non è così scontata. “Vi sono molti fattori che premono sulla domanda e mettono in crisi la sostenibilità a lungo periodo della produzione e domanda alimentare”. Le previsioni indicano una popolazione in crescita a superare a breve i 9 miliardi. “Ma più della crescita della popolazione – afferma Denis Pantini – ciò che inciderà sulla produzione alimentare sarà la crescita del reddito”. Le proiezioni indicano infatti che vi saranno al 2050 paesi con un reddito pro capite doppio di quello attuale; che già al 2020 ben 60 milioni di Cinesi guadagneranno come un Italiano medio. Come cambierà la loro dieta e il loro consumo alimentare? “Si delinea una crescita dei consumi di carne. Dai già tanti 40 Kg pro capite del 2000 si passerà a 60 Kg pro capite”. Sono cifre su cui riflettere: aumento della produzione animale significa anche aumento di mangime, con conseguente aumento dei consumi di energia, acqua  e terra, tutte risorse già ora sotto stress, già ora scarse. A questo si aggiunga che, anche per via di un impoverimento della terra dovuto a sfruttamento industriale, la resa agricola va diminuendo negli anni: siamo passati da incrementi dei tassi del 2,6% degli ultimi dieci anni all’ 1,7% stimato per il prossimo decennio. Come fare per soddisfare questa domanda che minaccia di avere un grosso impatto sulle risorse naturali? “Se si tratta di produrre di più, bisogna farlo inquinando di meno” afferma Denis Pantini. Inquinare di meno è un buon proposito con tanti risvolti e uno di questi è sicuramente utilizzare le risorse in maniera mirata, razionale, evitando gli sprechi.

Quali scenari allora per l’agricoltura di domani? Risponde Karine Le Roy (nella foto)- responsabile della comunicazione  del salone francese SIMA (Salone internazionale della meccanizzazione agricola e dell’allevamento) e del SIA (Salone dell’Agricoltura)  – intervenuta alla giornata: “Le attrezzature tecnologiche e meccaniche possono sicuramente contribuire a superare queste problematiche. Negli ultimi anni i due saloni SIMA e SIA hanno evidenziato una forte spinta innovativa mirata a diminuire l’impiego di risorse – acqua, fertilizzanti e combustibili –  a gestirle in maniera più razionale o a trovare risorse alternative. Questo sia con un vantaggio ambientale che economico”.

Risorse alternative? “A una delle ultime edizioni del SIMA sono ad esempio stati presentati trattori ibridi, funzionanti sia a diesel che a olio vegetale puro. Oppure trattori a  idrogeno”.  Per la gestione razionale delle risorse invece Le Roy cita l’utilizzo di droni civili per la valutazione precisa del terreno, per dirigere in maniera opportuna le operazioni di concimazione, irrigazione, raccolta. La forza innovativa del settore sembra dunque non mancare. Anzi, forse la necessità impellente ne ha risvegliato il potenziale creativo. “Il nostro Salone pone l’innovazione in primo piano, proprio perché da lì può venire la risposta alle sfide del mondo agricolo. Anche alla prossima edizione vi saranno 600 nuovi prodotti, i più innovativi dei quali verranno insigniti del riconoscimento “Innovation Award”. Prendendo i Saloni SIMA e SIA come termometro dell’innovazione settoriale, quale altra forte tendenza si delinea all’orizzonte dell’agricoltura di domani? “Una sempre maggiore integrazione delle tecnologie della comunicazioni e dell’informazione (IT) alle tecnologie meccaniche e la possibile continua connessione puntuale dell’operatore agricolo con quanto succede sul campo”.

A cura di Maria Luisa Doldi

Denis Pantini, direttore del settore agricoltura e industria agroalimentare  di NOMISMA.