Crisi apicoltura, intervengono le Regioni

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La Lombardia ha approvato il piano annuale per il settore dell’apicoltura, mettendo a disposizione 740.000 euro di fondi ministeriali per l’attuazione di misure atte a migliorare la produzione e la commercializzazione dei prodotti nel settore che, in questa regione, incide per il 12% sul patrimonio apistico nazionale, con circa 6.000 apicoltori attivi. “Un comparto – ha dichiarato l’assessore all’agricoltura Fabio Rolfi- che ha subito danni enormi negli ultimi anni a causa dei cambiamenti climatici. Per questo bisogna sostenere gli apicoltori lombardi e aiutare un comparto che offre prodotti di alta qualità”.

Il Piano annuale ha l’obiettivo di sostenere la competitività aziendale, migliorare la conoscenza e la capacità imprenditoriale degli apicoltori e salvaguardare il patrimonio apistico e la salute degli alveari. Con queste risorse gli apicoltori lombardi potranno finanziare misure di assistenza tecnica, acquisire attrezzature di protezione per l’apiario, combattere la Varroasi e le patologie dell’alveare e ammodernare macchine e attrezzature per l’apicoltura nomade.

Nei mesi scorsi la Regione Lombardia ha istituito un tavolo ufficiale dedicato all’apicoltura e alla produzione di miele e chiesto lo stato di calamità al Governo italiano per la grave crisi del settore che, su questo territorio, ha subito nel 2019 un calo produttivo del 75% rispetto alla media, con un sostanziale azzeramento nelle fasce collinari e in montagna. Una situazione che ha portato la Giunta lombarda, nel luglio scorso, ha chiedere lo stato di calamità, per ora rimasto senza risposta da parte del Governo.

Anche la Regione Toscana ha varato misure di intervento per l’apicoltura. Con un primo provvedimento, si concedono contributi per le aziende che praticano il nomadismo, spostando le loro arnie per seguire l’andamento stagionale delle fioriture. Con una seconda delibera, si dà la possibilità di accesso a un piano di micro-finanziamenti a tasso zero per le imprese del settore. ”Sono due segnali concreti di attenzione verso un settore che, nel primo semestre del 2019, ha dovuto fronteggiare un forte calo di produzione a causa delle condizioni climatiche avverse” – ha commentato l’assessore regionale all’agricoltura Marco Remaschi –. “Si tratta di una iniezione concreta di fiducia per un settore importante: la Toscana è una regione ad alta vocazione per l’apicoltura, con i suoi oltre 3.000 apicoltori, e gli oltre 90mila alveari”.

Con il bando Razionalizzazione della transumanza la regione Toscana metterà a disposizione per la campagna 2019-20 un importo complessivo di 215.000 euro per l’acquisto di arnie, di macchine, autocarri, attrezzature e materiali vari per l’esercizio del nomadismo, che in regione si stima venga praticato dal 60% degli apicoltori. Gli stessi, avranno tempo fino al 18 dicembre per presentare domanda di contributo online dal sito www.artea.toscana.it. L’11 novembre apre invece un bando che prevede la concessione di micro – finanziamenti a tasso zero a favore delle piccole e medie imprese agricole toscane del settore apistico, a seguito dell’andamento climatico avverso della stagione primaverile che ha compromesso la fioritura di diverse specie nettarifere, che hanno registrato la perdita della produzione di miele, derivante dalle stesse. L’agevolazione consiste in un finanziamento a tasso zero, concesso in regime ”de minimis” agricolo. La durata del finanziamento è prevista in un arco di tempo compreso tra 36 e 120 mesi. L’importo del finanziamento va da un minimo di 10.000 ad un massimo di 20.000 euro.

Interventi previsti anche in Piemonte, prima regione italiana produttrice di miele, con oltre 5 mila tonnellate stimate nel 2018, seguita da Toscana con 3 mila tonnellate e l’Emilia Romagna con duemila. In questa regione la mancata produzione di miele di acacia nel 2019 ha generato un danno quantificabile in 16,5 milioni di euro. Alle temperature anomale, infatti, si sono aggiunte prolungate fasi di piovosità e siccità che hanno aggravato ulteriormente la situazione già critica. Il piano di concessione di crediti agevolati, con il bando chiuso a fine ottobre, prevedeva un contributo sugli interessi maturati sui prestiti annuali compresi tra un minimo di 5.000 euro ed un massimo di 80.000 euro.

Emiliano Raccagni

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