Valtellina, al via lo stacco della prima mela

0
1452

19117

Al via lo stacco della prima mela in Lombardia. I raccoglitori della Valtellina – spiega la Coldiretti Lombardia – si stanno preparando a entrare nei frutteti per cominciare la “vendemmia dei pomi” che andrà avanti sino a ottobre, a seconda delle varietà. La prima squadra, a partire da domenica 21 agosto, è stata quella dell’azienda di Carino e Marco Moltoni a Ponte in Valtellina, via Stazione 24. La Lombardia, con un patrimonio di circa due milioni e mezzo di piante, dovrebbe raccogliere – stima la Coldiretti regionale – quasi 600mila quintali, di cui oltre 400mila in Valtellina. La “vendemmia” inizia con le Gala e poi si continuerà con le altre varietà, come le Golden, le Red Delicious, le Pink Lady, le Modì e le Fuji.

Per quanto riguarda la “classifica dei meleti” – spiega la Coldiretti Lombardia – quasi il 67% è concentrato in Valtellina in aumento rispetto al 59% di dieci anni fa. Al secondo posto si piazza Mantova con l’11,5% dei terreni, che però nel 2006 erano il 18% del totale regionale, infine terza è Pavia con il 10% anche se è arretrata rispetto al 14,5% di un decennio prima. A livello lombardo in dieci anni i meleti si sono ridotti del 5%, mentre in Italia la superficie coltivata in generale a frutta è passata da 426mila ettari a 286mila, con un crollo del 33% in 15 anni. A determinare la scomparsa delle piante da frutto è stato il crollo dei prezzi pagati agli agricoltori che non riescono più a coprire i costi di produzione.

Ad esempio, per le mele quest’anno si parla già di “quotazioni sul ramo” tra i 27 e i 28 centesimi medi al chilo. “Con prezzi così bassi non andiamo lontano – spiega Alberto Marsetti, Presidente di Coldiretti Sondrio – si mette a rischio una filiera che fra addetti fissi e stagionali coinvolge a livello lombardo più di duemila persone e che solo in Valtellina vale oltre cento milioni di euro alla produzione. Il sistema delle cooperazione deve garantire un reddito maggiore ai propri aderenti e va approfondito un ragionamento anche con la parte più virtuosa della grande distribuzione per permettere una reale valorizzazione delle nostre mele”.