Valorizzare le piccole realtà produttive

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Supportare le piccole aziende , ossia quelle che lavorano su limitati appezzamenti ma che costituiscono un baluardo prezioso ed impareggiabile per lo sviluppo e la tutela del territorio.  Questo l’invito rivolto alle istituzioni competenti in materia di settore primario da parte di Andrea Della Maddalena dell’azienda agricola Agneda. “La nostra è una realtà a conduzione familiare che, come tante altre, contribuisce allo svolgimento di un lavoro utile per tutta la comunità, sorta nei primi anni del 2000 proseguendo l’attività agricola di famiglia e mantenendone la stessa impostazione, – spiega l’imprenditore – in Valtellina, la nostra famiglia allevava bovini di razza bruna alpina e suini e coltivava un vigneto di 5000 metri quadrati sviluppato su terrazzamenti a quota di 500 metri sul versante retico. Adesso come allora l’allevamento segue le quote altimetriche e lo sviluppo del pascolo. Partendo dal fondovalle, di 300 m, si prosegue fino ai 1000 m sui maggenghi arrivando fino a quota 2200 m su dei pascoli utilizzati a memoria fin dal 1500. La nostra azienda segue ancora questa antica impostazione. L’allevamento di vacche da latte per la produzione casearia è affiancato dall’allevamento dei suini per la produzione di salumi e di bovini da carne di razza Aubrac. L’azienda coltiva 20 ettari di prati stabili e il vigneto per la produzione di vino”.

Un’antica tradizione che si rinnova, tenendo conto dei trend di mercato e della tutela dell’ambiente. “I nostri prodotti sono venduti esclusivamente presso il nostro spaccio aziendale a Sondrio, – prosegue Andrea – la vendita diretta è la modalità che abbiamo scelto in quanto basata sulla fiducia e sul legame che si instaura tra il produttore e il consumatore. In questo modo è possibile abbinare la qualità dei nostri prodotti ad un prezzo equo per entrambi. L’azienda è certificata biologica: siamo attenti alla biodiversità e alla salvaguardia delle risorse naturali, crediamo fortemente in una modalità di conduzione aziendale sostenibile per il territorio e in un allevamento rispettoso del benessere degli animali. Abbiamo usufruito di contributi per la ristrutturazione di rustici ad uso agrituristico, in questo modo abbiamo potuto diversificare ulteriormente la nostra attività. Nel nostro agriturismo, dove è possibile soggiornare a 1200 m, facciamo uso di energia solare”.

Un impegno diversificato e che si esplica su più fronti e che, quindi, consente di avere una visione chiara su vizi e virtù degli attuali scenari produttivi. “La principale difficoltà che riscontriamo attualmente nel settore è l’elevato costo di produzione che le aziende zootecniche devono sostenere, – osserva Della Maddalena – a questo si accompagna una stagnazione dei prezzi di vendita che ha comportato una notevole riduzione del margine. Per i prodotti bio, in particolare, i costi di produzione sono ancora più elevati e ciò crea una seria difficoltà per quelle aziende che vendono ad intermediari poiché la qualità non riceve spesso un’adeguata valorizzazione. La nostra scelta di vendere direttamente i prodotti anche in questo senso si è rivelata un’opzione corretta”.

Altri suggerimenti per le pubbliche istituzioni? “Utilizzare il sistema dei mass media per valorizzare i produttori primari e sensibilizzare così maggiormente l’opinione pubblica, – conclude Andrea – siamo ottimisti per lo sviluppo di quelle aziende che riusciranno ad essere flessibili, potendo così variare la loro produzione seguendo gli andamenti del mercato, mentre siamo pessimisti per quelle aziende caratterizzate da monoproduzione o monocultura perché a nostro parere possono essere più sensibili a cambiamenti economici”.

Articolo di Antonio Longo

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