Valorizzare i vitigni autoctoni

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Pasquale lunati

Era il 1950 quando il Commendatore Pasquale Lunati fondava l’azienda agricola Taverna a Nova Siri, in provincia di Matera, sulla costa jonica della regione Basilicata, a circa 200 metri sul livello del mare. Oggi a condurre la realta’ produttiva e’ l’omonimo nipote del capostipite. “Ci occupiamo di produzione, selezione, impacco ed export di ortofrutta biologica, produzione di latte crudo di alta qualità e produzione e trasformazione di uve da vino ed imbottigliamento di vini Matera DOP e Basilicata IGP, – ci dice l’imprenditore – con specifico riferimento al comparto vitivinicolo, la nuova cantina è stata realizzata nel 2007, utilizzando il contributo PSR Regione Basilicata, il prossimo investimento che abbiamo in cantiere sarà realizzato nell’ambito del PSR 2014-2020 e avra’ ad oggetto l’installazione di un impianto fotovoltaico che sarà collocato sul tetto della cantina per alimentare la stessa”.

“Il territorio della provincia di Matera è molto importante e con esso quei vitigni che da secoli maggiormente ne sono stata l’espressione, dimenticati sfortunatamente per far posto ad alloctoni più in voga e maggiormente richiesti dal mercato” si legge sul sito internet aziendale: una frase che, in sintesi, racchiude l’essenza dello spirito che anima la produzione. Dei 280 ettari di superficie aziendale, 19 sono coltivati a vigneto per uva da vino, nel rispetto degli indirizzi della moderna viticoltura e della vocazione territoriale in cui essi si trovano: Aglianico, Greco, Primitivo. L’azienda commercializza vino fin dai primi anni ’80, lavorando con l’Istituto di enologia di Conegliano Veneto. Oggi i visitatori possono essere guidati nei vigneti ed in cantina per seguire da vicino tutte le fasi che si susseguono dalla raccolta dell’uva all’imbottigliamento del vino. La visita si conclude con una degustazione dei vini delle migliori annate nel giardino di Casa Lunati. Lunati esprime quelle che, in base alla sua esperienza, sono le attuali criticità del settore primario: “Le difficoltà sono legate, innanzitutto, alla mancata azione collettiva tra agricoltori per promuovere il prodotto italiano all’estero, in maniera congiunta e possibilmente sotto un unico brand. Alla pubblica amministrazione chiederei di essere più vicina al mondo produttivo, sia da un punto di vista burocratico ma soprattutto da un punto di vista finanziario. In tal senso, andrebbero individuati con la massima attenzione i politici che ci rappresentano in seno alla UE, onde evitare politiche comunitarie divergenti dagli interessi della produzione e della commercializzazione del “Made in Italy” nel mondo”.  Una proficua sinergia e’ quella in essere con Borgo Valle Rita, azienda in provincia di Taranto con cui Taverna condivide il forte legame con il territorio e la volontà di rendere il biologico un’alternativa di consumo possibile e concreta. Oggi, questo lembo della Puglia al confine con la Basilicata, appartiene alla famiglia Lunati che, incantata dal fascino storico di una terra nascosta, si è dedicata alla ristrutturazione degli alloggi e dei casati rurali, nel pieno rispetto della loro autenticità e del valore storico. Le due aziende hanno unito le proprie forze e risorse per creare Frutthera “Dai Giardini della Dea”, un marchio unico che rende più facile la scelta al consumatore, assicurandogli la qualità dei prodotti e la trasparenza attraverso la tracciabilità di filiera.

Di Antonio Longo

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