Un’eccellenza dell’ascolano

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In Italia, riconosciute tramite disciplinare come Denominazione di Origine Protetta, esistono quattro olive da mensa. La prima Dop, registrata nel 1998, è quella della Nocellara del Belice. Dal 2000, si è aggiunta la Bella della Daunia. Ultima Dop dal 2016, l’Oliva di Gaeta. Ma prima di questa, nel 2005, è stata la volta dell’Ascolana del Piceno. Una varietà colturale d’olivo dell’Ascolana Tenera del genere Olea Europaea Sativa, conosciuta anche in epoca romana (tra gli altri ne scrisse Catone il Censore), molto apprezzata tra gli anche da personaggi come Gioacchino Rossini o Giuseppe Garibaldi. Una specialità che viene consumata come olive verdi da tavola, in salamoia oppure ripiena e fritta, secondo la tipica preparazione “all’ascolana”. Il suo areale di produzione è definito nelle Marche, tra le province di Ascoli Piceno e Fermo, e in Abruzzo nella provincia di Teramo. E proprio ad Ascoli Piceno, per promuovere questa eccellenza dell’ortofrutticolo marchigiano, è stato costituito il Consorzio Tutela Valorizzazione Oliva Ascolana del Piceno Dop.

“Il Consorzio è nato nel 2017 e ha ottenuto l’incarico di tutela dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali nel marzo 2018 – spiega il Presidente del Consorzio, Primo Valenti -. Attualmente i consorziati sono sedici e ciascuno svolge più ruoli nella filiera di produzione dell’oliva ascolana del Piceno Dop. Pertanto, abbiamo tra i nostri associati sei olivicoltori, un allevatore, dodici imprese di lavorazione e dodici confezionatori. Tra le più importanti e recenti attività di valorizzazione abbiamo ad esempio organizzato nel 2019 il convegno ‘Immense Olive’. Mentre come attività di promozione nel settembre 2020, con il contributo del MIPAAF, abbiamo realizzato tre video di approfondimento e divulgazione su tutta la filiera grazie a Giulia Capocchi. In agosto di quest’anno il Consorzio ha presenziato alla manifestazione Ascoliva in Piazza Arringo ad Ascoli Piceno, svolgendo attività di divulgazione anche grazie all’allestimento di uno stand del Piano di Sviluppo Rurale delle Marche e di un ricco cartellone di iniziative istituzionali organizzate all’uopo. Così come abbiamo preso parte a inizio settembre al Macfrut 2021 di Rimini, all’interno dello stand InnovaMarche relativo ai progetti di sperimentazione del PSR Marche per la riduzione dell’impatto ambientale, dove abbiamo svolto una presentazione del progetto che abbiamo in corso”.

Il progetto si chiama Oro Verde e si occupa della deamarizzazione dell’oliva da mensa e la riduzione del suo impatto ambientale. A relazionarne in dettaglio, insieme al Presidente del Consorzio Tutela Valorizzazione Oliva Ascolana del Piceno Dop e al dottor Ugo Testa che in Assam si occupa di Innovazione e Trasferimento dei Progetti Comunitari, erano presenti anche Roberto Giacomini, amministratore di Altagamma, capofila del progetto; Leonardo Seghetti dell’Istituto Agrario Celso Ulpiani di Ascoli Piceno; Alberto Felici dell’Università di Camerino, che partecipa alla validazione universitaria della sperimentazione.

“L’aspetto negativo, e al contempo la direttrice del settore – commenta il Presidente del Consorzio Primo Valenti – è l’incremento rilevante della coltivazione della cultivar ‘ascolana tenera’ destinata a ‘oliva da mensa’ da certificarsi Dop al fine di creare nuovo lavoro per gli olivicoltori, conferendo loro la giusta remunerazione. Al riguardo stiamo proponendo alla Regione Marche delle misure specifiche di intervento.”

Sanzia Milesi

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