Un’azienda agricola dinamica e moderna

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Vino, olio e miele biologici, a due passi dalla rinascimentale Urbino, nelle Marche. Un borgo nel Montefeltro, risalente al diciottesimo secolo, restaurato e riportato a nuova vita con la Tenuta Santi Giacomo e Filippo, che prende il nome dalla centenaria abbazia di quelle terre. Terreni che ora ospitano, non solo un’azienda agricola biologica, ma anche un articolato resort: hotel nelle antiche residenze rurali, un centro benessere e Spa con piscina, un ristorante e pizzeria gourmet, un maneggio. Grazie all’impegno e alla passione di Marianna Bruscoli.

“Ho 39 anni e sono imprenditrice agricola da 19 – spiega la titolare della Tenuta urbinate, Marianna Bruscoli -. Nasco in una famiglia di imprenditori nel settore del mobile, ma amanti dei territori di Urbino e del Montefeltro, dove sono nata. Raccolgo il testimone e la passione per queste terre dalla mia famiglia. Negli anni sono riusciti a ridare vita ad un pezzo di paesaggio di 400 ettari e ad un borgo contadino della fine del Settecento che oggi ospita diverse attività turistico ricettive. Io, con il mio lavoro e quello delle fantastiche persone con cui collaboro, sto cercando di creare un’azienda agricola sostenibile e luogo esperienziale che possa far vivere, a chi ci sceglie, non solo la possibilità di degustare i nostri prodotti ma anche di vivere esperienze immersive nella natura: passeggiate a cavallo, in bici o a piedi all’interno di un’oasi faunistica protetta “La Badia”. Come anche momenti di rigenerazione psico-fisica grazie a corsi di natural wellness che organizziamo quotidianamente; wine tour e tour in agribus alla scoperta della nostra cantina e della nostra azienda agricola e infine percorsi culinari per degustare le eccellenze enogastronomiche del nostro ricco territorio”.

La concezione è dunque quella di un’azienda agricola dinamica e moderna, capace di articolare la propria offerta in maniera attrattiva e davvero pervasiva. Testimonianza ne è la possibilità di “visitare” la Tenuta Santi Giacomo e Filippo, dalla cantina alla chiesa, attraverso un virtual tour predisposto online per coloro che accedono al sito web aziendale. Mentre, nel concreto, la scelta è da sempre convintamente quella di una agricoltura biologica.

“Coltiviamo 420 ettari di terreni in regime di biologico dal 1995 – prosegue l’imprenditrice agricola -. Coltiviamo leguminose e cereali in maniera estensiva e siamo produttori di vino, olio extra vergine di oliva e miele. La nostra Tenuta annualmente impiega 15 persone, ma nel periodo estivo, tra i vari reparti, arriviamo a circa 50 persone. Quindici anni fa, quando abbiamo deciso di impiantare i nostri vigneti, su un terreno che era già biologico da oltre un decennio, è stata una sfida e all’epoca pochissimi erano gli agricoltori che producevano vino biologico. Di questo ne siamo davvero orgogliosi. Oggi, con grande piacere, moltissime grandi aziende sono in conversione o sono già certificate. La scelta del biologico è una moda? No, ma deve essere, per chi lo fa, uno stile di vita e una scelta quotidiana. Essere agricoltori biologici significa essere anche creatori di paesaggi. Questo è un grande onere, ma anche una bellissima sfida per cercare di preservarlo e tramandarlo”.

Una visione ampia che non si limita a valorizzare il passato e preservare il presente, ma è capace di guardare con convinzione al futuro, di queste terre e di quest’attività, come rivela Marianna Bruscoli chiarendo intenzioni e anticipando i prossimi passi.

“Il nostro motto è ‘Natural People for a Natural Experience’ – conclude la titolare della Tenuta -. Siamo sempre stati consapevoli che l’amore e l’ascolto della natura e il rispetto dei tempi che essa impone ci regala prodotti migliori. Dobbiamo dare alle generazioni future la coscienza che l’onestà verso in mondo in cui viviamo genera salute, benessere e vita nuova. La sfida più grande e la cosa su cui sto lavorando da anni, è chiudere le filiere sulla produzione delle mie coltivazioni. Sia graminacee, leguminose che tutte le coltivazioni che faccio nei miei terreni, attuando anche delle rotazioni per la salvaguardia della struttura del terreno stesso. Mi piacerebbe tantissimo che, un giorno, le famiglie possano venire a far spesa all’interno della mia azienda. In parte il progetto è realizzato, ma il cammino è ancora lungo.”

Sanzia Milesi

 

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