Un piano da 2 miliardi per rilanciare l’agricoltura

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Un piano da due miliardi di euro per investire nel settore agroalimentare e accompagnare il futuro delle imprese italiane. Questo il progetto annunciato dal Ministro per le Politiche Agricole Maurizio Martina in occasione del Forum di Coldiretti a Cernobbio (Co). Obiettivi dichiarati: potenziare la produttività, aumentare la capacità produttiva, favorire l’internazionalizzazione, far crescere start-up e creare nuova occupazione. Vogliamo dare – ha detto Martina- un segnale forte alle imprese, in un momento di mercato difficile e con problemi anche sul fronte del credito, puntando su queste risorse per dare un’iniezione di fiducia al sistema e contribuire al rilancio e alla competitività, anche internazionale. Spazio anche ai giovani, non solo quelli già impegnati nel settore, ma per tutti quelli che guardano con interesse all’agricoltura e alle sue potenzialità. Dopo il varo della Legge di stabilità, facciamo un ulteriore passo nella direzione della crescita e dello sviluppo. Con questo piano di investimenti lo Stato non intende fare l’imprenditore, ma vuole investire in progetti concreti e assicurare un’amministrazione amica al fianco dei produttori”

Strategia in otto punti Per sostenere questa strategia, che sarà attuata attraverso l’azione di Ismea (Istituto di Servizi per il mercato agricolo agroalimentare) e ISA (Istituto Sviluppo Agroalimentare), due enti controllati dal Mipaaf, è stato approntato un piano che si potrà avvalere di otto strumenti.  Il primo, quello dei contratti di filiera per le piccole e medie imprese, le cooperative agricole, le Op, i consorzi di tutela e le grandi aziende che hanno quote partecipate del capitale di una società agricola, è strutturato attraverso un finanziamento pubblico agevolato fino a 15 anni e prevede nuovi investimenti per 264 milioni di euro. Lo strumento contratti di distretto-filiera, invece, è rivolto anche alle reti di impresa e si baserà sul finanziamento pubblico agevolato da 6 a 15 anni e su un contributo in conto capitale pari al 25% dell’investimento. In questo caso si prevede che possa generare nuovi investimenti per 384 milioni di euro.

L’Equity a condizione di mercato prevede interventi finalizzati al sostegno di progetti di sviluppo industriale o commerciale e di internazionalizzazione, attraverso l’assunzione di quote di capitale e finanziamenti a medio-lungo termine. Secondo le previsioni potrà generare nuovi investimenti per 308 milioni di euro.  Il Fondo di garanzia a prima richiesta copre fino al 70% (80% nel caso di un giovane imprenditore) dell’importo finanziato dalle banche entro 1 milione di euro di garanzia. In questo caso, la quota di capitali previsti è stimata in 510 milioni di euro. Altro pilastro di questa strategia prevista dal piano di Martina è il Fondo di credito in base al quale le banche erogano mutui finanziando il 70% dell’investimento, per metà utilizzando provvista raccolta dai mercati e per l’altra metà utilizzando la provvista agevolata del Fondo credito Ismea. Una misura che si prevede possa generare investimenti. 411 milioni di euro.

Largo ai giovani. Le azioni a favore delle start-up prevedono l’acquisto di aziende agricole da parte di giovani neo-agricoltori. Lo strumento prevede un contributo fino a 40.000 euro per l’abbattimento dei tassi di interesse sul leasing. Sono ipotizzabili nuovi investimenti per 183 milioni di euro. A questa misura si affianca il punto dedicato a subentro e imprenditoria giovanile, sostenuti invece da interventi per favorire il ricambio generazionale, favorendo per gli agricoltori under 40 mutui per investimenti di miglioramento. Può generare nuovi investimenti per 100 milioni di euro. Infine il Fondo investimenti, destinato a supportare i programmi di investimento di piccole e medie imprese, attraverso l’acquisizione di quote di partecipazione minoritarie di fondi di investimento privati.

Articolo di Emiliano Raccagni