The Volvo Way “made in Romagna”

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Panoramica open house

Prendete un grande Gruppo svedese attivo a livello mondiale, mantenete tutte le caratteristiche che sono proprie del suo DNA e trasportatelo sul sanguigno territorio romagnolo. Avrete la Carmi spa che ha il suo quartier generale a Castel Bolognese (RA) e che ha saputo interpretare in un suo modo personalissimo i “core values” di Volvo che sono la qualità, la sicurezza, il rispetto dell’ambiente. Come ha ribadito Severino Sangiorgi, titolare di Carmi spa, all’apertura ufficiale (con tanto di sindaco, benedizione e presenza del console onorario di Svezia Gianni Baravelli) del Porte Aperte Volvo che si è svolto il 9 e 10 maggio a Castel Bolognese, dove il concessionario Carmi spa ha condiviso il grande evento organizzato da Volvo CE Italia. L’obiettivo di questo grande sforzo organizzativo (che poi è la “mission” dell’intero Gruppo), oltre a far conoscere (e provare sul campo) le ultime novità di Volvo CE è quella di veicolare il concetto presso gli utilizzatori di Volvo come azienda preferita dai clienti per la Customer Satisfaction. La giornata di sabato si è aperta con una conferenza stampa  dalla quale sono emerse importanti indicazioni sul futuro di un gruppo che è determinato ad occupare tutti gli spazi possibili che gli sono consentiti dalla sua diversificazione di prodotto e di servizio.

Iniziamo dalla presenza capillare sul territorio che, come ha sottolineato Stefano Tacchinardi, AD di Volvo Construction Equipment Italia, si sta sempre più perfezionando, attraverso una struttura di tipo misto (4 filiali di proprietà a Milano, Udine, Roma, Livorno che gestiscono sia la vendita che l’assistenza più 2 filiali di proprietà a Treviso e Bolzano che gestiscono la vendita appoggiandosi a officine di zona per l’assistenza) e coprono il 35% del territorio. Tutto il resto (65%) è nelle mani dei concessionari: dal  1 aprile è stato acquisito COMAI (Piemonte, Val d’Aosta, Liguria) e, dal 6 maggio, BM Macchine (Parma, Reggio Emilia, La Spezia e parte della provincia di Massa Carrara). Ed entro il 2015 è previsto un altro ingresso in modo che a regime Volvo CE possa contare su 13 concessionari dedicati alla gamma completa di macchine Volvo CE.  A questa “macchina da guerra” si aggiungano 44 officine e 130 tecnici formati: numeri importanti a suggellare la strategia vincente di Volvo CE Italia che è nata proprio il 27 maggio 2005.

Tacchinardi

L’altro dato emerso è il futuro coinvolgimento di Volvo CE Italia anche nel settore dell’agricoltura, con la sua linea di macchine compatte. E non è senz’altro un caso che l’ultima esperienza professionale di  Stefano Tacchinardi, nella foto sopra (che ha visto nascere il nome Volvo in Italia fin dagli albori, all’epoca delle mitiche compatte di Pel Job ), sia stata in Same Deutz-Fahr, la nota firma di Treviglio tra i leader nella produzione di macchine per l’agricoltura. Ci sono prodotti progettati per il movimento terra che possono egregiamente venire incontro alle esigenze degli agricoltori, grazie alla loro versatilità e alla loro capacità di trasformarsi in macchine multifunzione. Ma il Gruppo Volvo al settore dell’agri non offre solo macchine a marchio Volvo CE, ma tutta la sua linea industriale di motori a marchio Volvo Penta: cinque piattaforme di motori per applicazioni off road, il 5 , l’8, l’11, il 13 e il 16 litri, con un range di potenza che va dai 105 kW ai 565 kW. Gli ultimi arrivati sono i motori diesel a 5 e 8 litri, per veicoli off road, nella fattispecie il D5 e il D8, robusti e affidabili, basati su una piattaforma progettuale completamente rinnovata, che consentono un risparmio di carburante del 2,5%.

“Ci siamo affacciati solo recentemente in Italia al settore cosiddetto “off road” (in pratica dei veicoli non targati) a cui appartiene anche il mondo agri, è indubbio che questo ambito rivesta per noi un’importanza strategica come dimostra il fatto che all’ultimo Sima molti OEM esponevano macchine che montavano i nostri motori”, ha affermato Giacomo Mondini, Sales Manager VE Industrial Engines di Volvo Penta (nella foto sotto). “Ma già stiamo guardando a nuove sfide, oltre il Tier 4 Final , cioè al Tier 5. I risultati sono incoraggianti: abbiamo in atto trattative con OEM di grande prestigio, anche per fasce di prodotto come le mietitrebbiatrici e i trattori di elevata potenza. Ma non dimentichiamo che vi sono nicchie altrettanto interessanti, rappresentate da costruttori di spicco come Maschio Gaspardo, Caffini, Faresin….”

Mondini

Certo è che lo stesso nome che porta ha indubbiamente permesso a Volvo Penta di non entrare nel settore come un brand qualsiasi. Oltre all’eccellenza del prodotto, Mondini ha sottolineato l’importanza dei servizi offerti, come il “global aftermarket”, l’estensione di garanzia, il servizio on line di ricambi originali h24, l’Action service (servizio di pronto intervento disponibile in 18 lingue su numero verde, h24-7). E se è vero che, essendo partiti da poco, il fatturato sull’agri oggi pesa il 10%, in termini di volumi i clienti agri rappresentano attualmente circa un terzo dell’intero comparto industriale Off-Road. Il Porte Aperte Volvo del 9-10 maggio è stata, inoltre, l’occasione per annunciare la nomina del nuovo Volvo Penta Center Carmi specializzato nella vendita e assistenza dei prodotti Industriali di Volvo Penta. L’orizzonte temporale per la crescita, sia per il comparto costruzioni che agri è stato fissato in tre anni. E per quanto riguarda l’agri, l’obiettivo è quello di distribuire le macchine compatte anche attraverso oltre 10 nuovi concessionari dall’agricoltura (già a fine estate dovrebbero esserci delle new entry).

Infine il Noleggio: Volvo CE investirà nel rinnovo del parco  offerto attraverso Volvo Rents introducendo 50 nuove macchine  GPPE (General Purpose Equipment). I concessionari stanno già investendo nel rinnovo delle flotte visto che le indicazioni di mercato danno il servizio del noleggio sempre più in crescita sostanzialmente per due motivi: innanzitutto le aziende saranno sempre più attente ai costi e propenderanno sempre più ad usufruire di servizi certi a costi certi per coprire picchi di lavoro ed esigenze immediate; secondariamente perché il noleggio è ideale per quelle imprese che hanno difficoltà di accesso al credito.

Articolo di Daniela Grancini

 

 

 

 

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