Tajani: Direttiva ritardi pagamento

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Antonio Tajani, Vicepresidente della Commissione Europea

L’opinione di … 

Antonio Tajani, Vicepresidente della Commissione Europea
Lettera al Dott. Corrado Passera, Ministro dello Sviluppo Economico:

Signor Ministro,

La nuova direttiva relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali  adottata  nel febbraio  2011(Direttiva  2011107/UE), impone  l’obbligo  alla pubblica amministrazione di pagare beni e servizi acquistati entro 30 giorni. Si  tratta  di disposizioni  più rigorose  rispetto  alla precedente  direttiva  in  materia,  la 2000/35/EC, che lasciava alle parti la facoltà di fissare i termini di pagamento.

Sebbene  la  direttiva  preveda  il  recepimento  ad  opera  degli  Stati  Membri  entro il 16 marzo 2013, ritengo che l’attuale contesto economico, di grave difficoltà per molte imprese, richieda misure più tempestive.

Ho  quindi  molto  apprezzato  gli  sforzi  realizzati  dal  Suo  Governo  per  anticipare l’adozione  del provvedimento  nazionale di recepimento al 15 novembre 2012. L’entrata in vigore delle nuove norme, prevista per l’1 gennaio 2013, rappresenta una misura particolarmente opportuna.
A tale riguardo  e al fine di evitare possibili equivoci, vorrei comunque attirare la Sua attenzione  su alcune  disposizioni  introdotte dalla direttiva che, prima facie, non sono state trasposte correttamente nel decreto legislativo n. 192  del 9 novembre 2012.

In primo  luogo,  la redazione  attuale della  deroga all’obbligo  della pubblica amministrazione  di pagare  entro 30 giorni non  è sufficientemente  precisa,  in  quanto potrebbe far credere che il termine di pagamento possa essere in via generale pattuito liberamente tra le parti.
In realtà, il termine generale di 30 giorni può essere prorogato fino ad un massimo di 60 giorni e solo nei casi tassativamente  previsti dalla direttiva.  L’indicazione  nel decreto che i termini possono essere “raddoppiati” non sembra quindi conforme al dettato della direttiva. Occorrerebbe inoltre specificare nel decreto che il termine previsto si computa in giorni di calendario.

Quanto alla trasparenza  che deve essere assicurata  da parte degli Stati Membri, essa non si limita alla pubblicazione del tasso d’interesse legale di mora applicabile, come indicato  nel  decreto,  ma  si estende  alla  pubblicazione  di tutti  i diritti  e gli obblighi derivanti dal medesimo.
Inoltre, la  direttiva  non  prevede soltanto le  clausole contrattuali inique, come  da decreto, ma anche “le prassi gravemente inique” e contro entrambe è sancito il diritto di azione in giudizio delle organizzazioni ufficialmente riconosciute per la rappresentanza delle imprese o titolari di un legittimo interesse a rappresentare le imprese.

Quanto alle procedure di recupero di crediti non contestati, la nuova direttiva prevede che gli Stati Membri assicurino che un titolo esecutivo possa essere ottenuto “anche mediante una procedura accelerata e indipendentemente dall’importo del debito”, menzione che manca nel decreto di recepimento.
Infine vorrei chiarire che la direttiva si applica a tutte le transazioni commerciali tra imprese e tra pubblica amministrazione e imprese e che il suo campo di applicazione riguarda tutti i settori produttivi, senza eccezioni.

In occasione del recepimento della direttiva 2000/35/CE da parte dell’Italia vi furono alcuni dubbi interpretativi che portarono all’esclusione del settore edile dal campo di applicazione della stessa.
Per ovviare a tali dubbi, il legislatore europeo ha ora aggiunto nel preambolo della nuova direttiva un considerando che stabilisce che la nozione di fornitura di merci e di prestazione di servizi dietro corrispettivo include la progettazione e l’esecuzione di opere e edifici pubblici, nonché i lavori di ingegneria civile .

L’esclusione del settore edile dal campo di applicazione della nuova direttiva così come gli altri  rilievi  di cui sopra rappresenterebbero serie lacune nel recepimento della direttiva contro i ritardi di pagamento, che mi preme segnalarLe in via preventiva.
I miei servizi sono naturalmente a Sua disposizione per qualsiasi chiarimento in merito. La prego di gradire, Signor Ministro, i miei migliori saluti.

*Leggi la Direttiva 2011/7/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 16 febbraio 2011 relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali