Sostenibilità a 360°

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Alberto Ancora, da ottobre 2015 Head of Business Management Crop Protection BASF Sud Europa, era presente alla Piattaforma cereali organizzata presso l’azienda agricola Raggi di Ozzano Emilia, giunta all’undicesima edizione, per mostrare agli operatori le più moderne strategie di difesa, frutto del costante investimento BASF in Ricerca e Sviluppo . “Il contesto –ci dice- è quello di un appuntamento importante e sempre più popolare per comunicare a clienti e amici che per BASF ricerca e innovazione vanno di pari passo, come conferma la nostra posizione di leadership consolidata in Europa. La Piattaforma Cereali messa in campo a Ozzano Emilia è quindi il modo migliore per offrire una dimostrazione diretta, con conseguente verifica, dei prodotti più consolidati ma anche delle nuove soluzioni messe a disposizione dell’agricoltore. Tutti prodotti pensati per ottenere il massimo nella difesa colturale e, parallelamente, nella sostenibilità ambientale. Un obiettivo non scontato, ma perfettamente coerente per chi come noi, pur avendo il core business nella produzione di agrofarmaci è convinto che questi debbano essere utilizzati in modo corretto e consapevole, per ottenere colture sane, di qualità e, appunto, sostenibili”.

Come veicolare al meglio questo messaggio?

“Ad esempio attraverso il marchio AgCelence che caratterizza, tra l’altro, alcuni dei prodotti presentati in questo contesto e che li identifica sulla base dei vantaggi offerti, che superano il concetto di difesa delle colture, muovendosi verso un migliore stato di salute e vitalità delle piante, rese più elevate, maggiore qualità e processi di produzione efficienti.  Il confronto diretto in campo con centinaia di tecnici, operatori, addetti ai lavori, è il modo migliore per condividere la nostra esperienza e metterla a disposizione del mercato che, a sua volta, può portare il proprio contributo.  La sostenibilità è per noi un concetto molto ampio. Significa mettere in condizioni l’agricoltore di produrre di più e meglio, razionalizzando l’impiego di risorse primarie come acqua ed energia, nel rispetto dell’ambiente. Ma significa, dal nostro punto di vista, anche supportare la competitività del made in Italy, in un contesto sempre più globale e difficile”.

Non solo “chimica” dunque…

“Esattamente. Un esempio concreto è rappresentato dal Programma Seminiamo fiducia, che abbiamo riproposto anche per la campagna 2016, dopo le esperienze positive degli ultimi tre anni. E’ un servizio dedicato agli agricoltori che scelgono i nostri fungicidi cereali. Ci permette di contribuire al sostegno della redditività del cerealicoltore italiano. Questo approccio, che include anche soluzioni di “servizio”, oltre ad agrofarmaci di qualità, sta facendo breccia”.

La recente normativa Pan (Piano d’azione nazionale) per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, rischia a suo giudizio di tradursi anche in una sempre più netta spaccatura basata sui numeri, tra grandi e piccoli produttori?

“Credo, innanzitutto, che sia profondamente sbagliato scoraggiare l’agricoltura hobbystica (si parla di oltre 7 milioni di persone in Italia n.d.r) creando dicotomie che non fanno bene a nessuno. Serve piuttosto –e il nostro impegno sarà sempre maggiore in questa direzione – investire molto in comunicazione e formazione . Verso l’agricoltore, ma anche con le autorità, affinché la gestione dei prodotti sia sempre più corretta e oculata. È l’industria stessa a essere interessata al fatto che si alzi lo standard della consapevolezza nell’uso di agrofarmaci e, conseguentemente, nei monitoraggi. Ecco perché il concetto di product stewardship, che promuove la gestione responsabile nell’uso dei nostri prodotti massimizzando i benefici e riducendo i rischi è sempre più centrale nelle nostre strategie”.

Articolo di Emiliano Raccagni

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