Soluzioni per l’allevamento 2.0

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L’innovazione tecnologica si diffoinde nelle stalle italiane, aiutando gli imprenditori a ottimizzare la produttività, a tracciare i parametri principali sul benessere e le prestazioni degli animali e a migliorare la sostenibilità ambientale degli allevamenti. Sono molte le novità presentate a Verona in occasione di Fieragricola: dai nuovi robot che ottimizzano le procedure di mungitura al sistema sms che avvisa l’allevatore di un’imminente parto in stalla, dalle sempre più sofisticate ricerche in campo genomico, fino all’emergere di soluzioni hi-tech da parte di giovani dinamici e intraprendenti.  In tema di comunicazioni rapide e funzionali, l’associazione Italiana Allevatori (AIA) ha così presentato un sistema di monitoraggio remoto per il parto dell’animale, basato su un dispositivo elettronico che avvisa, tramite sms o telefonata, l’approssimarsi del parto. L’allevatore ha in media 45-60 minuti per gestire al meglio l’evento, organizzando un’adeguata assistenza. Dall’associazione nazionale degli allevatori di razza Frisona arriva invece il nuovo indice funzionale, di prossima applicazione, in grado di soddisfare non soltanto le rinnovate esigenze degli allevatori in termini di produttività e di fitness, e dunque di redditività, ma anche le richieste del consumatore sotto il profilo della salute e del benessere animale.

Girando tra i padiglioni di Fieragricola è stato poi possibile imbattersi in robot con capacità di mungitura sempre più elevate, che consentono di essere impiegati per un numero sempre più crescente di bovine. Grazie all’evoluzione tecnologica, i tempi di mungitura per vacca scendono da sette minuti e mezzo a sei e, inoltre, il sistema di “mungitura a scomparsa” permette agli animali di uscire frontalmente. Nel contempo, il robot registra in tempo reale i dati relativi al latte munto, i parametri relativi a qualità e salubrità, compresa anche la registrazione a distanza dei battiti di ruminazione, per monitorare la salute della bovina. Il tutto, può essere inviato su qualsiasi dispositivo, fisso o mobile, in dotazione all’allevatore.

E se per un allevatore sono soprattutto le vacche da latte ad assicurare un reddito di lungo periodo, non è certo un caso che una delle frontiere di ricerca e business più redditizie, come emerso a Fieragricola, sia quella del seme sessato per la fecondazione, perché assicura nel 99% dei casi di poter avere una progenie femminile, da destinare poi alla produzione di latte. “L’interesse fra i produttori è molto elevato, anche perché il costo del seme sessato è di 20 dollari in più rispetto alla singola dose non sessata – ha detto Andrew Hunt della società canadese Bullvine – e in futuro prenderà sempre più piede la genomica, nei confronti della quale sono stati previsti dalle aziende investimenti per 5 milioni di dollari nei prossimi tre anni”.

In tema di innovazione,  sono partite le iscrizioni alla decima edizione dell’Oscar Green 2016, il premio promosso da Coldiretti Giovani per  valorizzare le giovani realtà imprenditoriali italiane del settore agricolo e alimentare, che sono state capaci di emergere tra le altre, grazie ad un modello di impresa innovativo e sostenibile. Le categorie dell’edizione 2016 sono: Impresa2.0, Terra, Campagna Amica, Paese Amico, We Green, Fare Rete. Saranno premiate le idee imprenditoriali che coniugano tradizione e innovazione, prestando particolare attenzione ai progetti che avranno come obiettivo la tutela e arricchimento del territorio.  Le domande on line da parte dei candidati vanno presentate entro il 15 marzo 2016.

Emiliano Raccagni