Risultati molto soddisfacenti con i PSR

1425

L’Opinione di

Nunzia De Girolamo, Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali

 

Nel corso del 2013 sono stati erogati all’agricoltura contributi pari a 2,5 miliardi di euro, di cui circa 1,16 miliardi messi a disposizione dall’Unione europea. Il lavoro svolto nelle ultime settimane con le Regioni sui fondi comunitari di sviluppo rurale e’ stato intenso e ha portato a risultati molto soddisfacenti. E’ stato recuperato gran parte del ritardo di spesa accumulato e cio’ ha permesso di chiudere il 2013 con il minimo rischio di penalizzazioni finanziarie da parte della Commissione europea. Solo nel caso della Regione Basilicata  non e’ stata raggiunta la quota minima di spesa stabilita dai regolamenti comunitari, e per questo potrebbe essere costretta a rinunciare a circa 6,8 milioni di euro di fondi europei. Il condizionale e’ d’obbligo perche’ le Autorita’ regionali hanno chiesto alla Commissione europea una deroga alla regola del disimpegno, a causa dei recenti ripetuti eventi alluvionali eccezionali che hanno avuto inevitabili ripercussioni sulle aziende agricole e quindi sulla loro capacita’ di realizzazione degli interventi previsti dal relativo programma di sviluppo rurale. In ogni caso, il risultato raggiunto e’ di grande rilievo, frutto della stretta cooperazione tra ministero, Agea, Regioni e Organismi pagatori, che conferma le capacita’ del mondo agricolo di utilizzare al meglio le risorse finanziarie messe a disposizione dall’Unione europea in un settore strategico per l’economia del Paese, dimostrando dinamicita’ e propensione ad investire per incrementare la competitivita’ delle imprese agricole italiane e delle aree rurali in generale. In ogni caso il dato di quest’anno e’ particolarmente significativo, perche’ ottenuto a carico di misure che hanno teso a privilegiare interventi molto importanti, volti al sostegno del ricambio generazionale, di pratiche agricole ecocompatibili e di investimenti in settori strategici, sia aziendali, effettuati dalle varie imprese agricole, sia infrastrutturali, come quelli realizzati nel settore della bonifica e dell’irrigazione o finalizzati alla diffusione della connettività a banda larga nelle aree rurali. Da queste esperienze si dovra’ ripartire per decidere il modello di politica agricola comune da attuare in Italia; gran parte delle scelte da fare dovranno essere infatti comunicate a Bruxelles entro il 31 luglio 2014.