Proroga al 15 giugno per le domande PAC

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Con ampio anticipo rispetto a quanto avvenuto negli ultimi anni, la Commissione Europea ha deciso una proroga di un mese per le domande relative agli aiuti della PAC. Di fatto, è stata accolta la richiesta delle autorità italiane, che chiedevano di poter concedere agli agricoltori il posticipo al 15 giugno per la presentazione delle domande di aiuti al reddito nell’ambito della politica agricola comune. “Questo – si legge in una nota della Commissione europea – offrirà agli agricoltori una maggiore flessibilità nel compilare le proprie domande durante questo periodo difficile e senza precedenti”. Si tratta di una notizia fortemente attesa dal mondo agricolo, le cui attività sono notevolmente rallentate dai blocchi alla movimentazione imposti a seguito dell’emergenza Covid 19.

Oltre alla proroga delle domande PAC, la Commissione ha assicurato la più ampia disponibilità ad esaminare le altre richieste presentate dall’Italia, su tempi di liquidazione degli aiuti PAC relativi alla campagna 2019, rimodulazione dei programmi di promozione, proroga delle scadenze relative alle Organizzazioni comuni di mercato del vino e dell’ortofrutta, rendicontazione dei Programmi di sviluppo rurale.

“Una buona notizia -ha commentato la Ministra Teresa Bellanova- che viene incontro alle sollecitazioni ed esigenze delle aziende. Allo stesso tempo ritengo positiva l’apertura sulle altre richieste inoltrate. Sostenere la filiera alimentare in questo momento è di fondamentale importanza. Per l’Italia è per l’Europa”.

La politica agricola europea è per tanti motivi in una fase di transizione ed è necessaria continuità. Tuttavia occorrono anche norme chiare perchè si registrano ritardi nell’approvazione del quadro finanziario pluriennale 2021-2027 e della politica agricola comune per il periodo successivo al 2020. Lo indica un rapporto della Corte dei conti Ue secondo la quale i ritardi rinvieranno di almeno un anno l’applicazione di una Pac più ambiziosa. Di qui la necessità di usare ‘il tempo supplementare per affrontare le sfide climatico-ambientali illustrate nel Green Deal, assicurare una solida governance della futura Pac e puntellarne il quadro” .

“Considerata la situazione del dibattito in corso fra il Parlamento europeo e il Consiglio Ue sul bilancio pluriennale dell’Unione 2021-27 e la riforma della Politica agricola comune (Pac) -ha affermato Joao Figueiredo, componente della Corte dei conti Ue responsabile del parere sui regolamenti transitori della Pac -potrebbe risultare difficoltoso applicare il nuovo quadro normativo e i piani strategici della Pac a partire dal 2022. Il tempo disponibile prima di allora dovrebbe essere usato per affrontare le sfide in materia di clima e ambiente”.
La Corte invita a utilizzare il tempo supplementare anche per valutare la necessità di rivedere i criteri stabiliti nella proposta di riforma sulla definizione di “agricoltore vero” (‘genuine farmer’) evitando il rischio di erogare aiuti “ad agricoltori che non sono realmente tali, ma che acquistano terreni agricoli per ricevere i pagamenti Pac”.

La Commissione europea ha proposto norme transitorie applicabili alla PAC nel 2021, per continuare a sostenere gli agricoltori dell’UE e lo sviluppo rurale dopo la scadenza dell’attuale politica nel 2020 e fino all’entrata in vigore della nuova PAC.

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