Ottimizzazione prima di tutto

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Kverneland Group Italia e Dekalb hanno presentato la loro offerta integrata per l’agricoltura di precisione. Parola d’ordine? Ottimizzazione.

Lo stupore manifestato da alcuni agricoltori presenti all’evento che Kverneland Italia Group e Dekalb hanno organizzato il 29 settembre scorso era sintomatico di quanto, in Italia, si possa e si debba fare in termini di tecnologie per l’agricoltura di precisione. Scardinare convinzioni e modi di fare consolidati da decenni non è facile ma se il messaggio arriva da tecnici apprezzati e di comprovata fiducia vuol dire che il primo passo è stato fatto. Nella location della Azienda Agricola Cavazzini ad Acquafredda, al confine fra le province di Mantova e Brescia, si è parlato di una agricoltura diversa dal solito e che guarda al futuro con rinnovato ottimismo. A confronto vecchio e nuovo con le nuove tecnologie sinergiche di Kverneland, Dekalb e Topcon in cui macchine, attrezzature, ibridi e gestione elettronica vanno a braccetto per ottimizzare al massimo le risorse a disposizione.

Arare conviene ancora?

L’obiettivo dichiarato è di minimizzare le lavorazioni e, quando si scende in campo, farlo a ragion veduta grazie a tecnologie all’avanguardia. Sostituire l’aratura con la minima lavorazione e con lo strip-till oggi può essere davvero conveniente. Nel corso dell’incontro si sono illustrati i risultati raggiunti nel corso della precedente campagna su alcuni appezzamenti sperimentali, con numeri e costi, con la calcolatrice alla mano. L’orizzonte della fine degli aiuti economici dell’UE si avvicina a lunghi passi e la soluzione che porterà a una redditività dell’azienda consiste nell’ottimizzare le risorse a disposizione. Tempo, carburante, concimi, sementi, pneumatici, acqua. Ogni singolo elemento contribuisce alla gestione economica dell’azienda obbligando l’agricoltore a sganciarsi dai pregiudizi. Gli appezzamenti sono stati lavorati con il CLC e il Kultistrip di Kverneland con i quali sono stati seminati due nuovi ibridi Dekalb. Il monitoraggio continuo delle colture con il sistema satellitare Aquatek ha permesso il controllo della crescita e la razionalizzazione dell’irrigazione ottimizzando gli interventi. La mietitrebbia dotata dei sensori Topcon ha infine permesso di avere le mappa di raccolta potendo così capire quali sono stati i reali risultati all’interno degli appezzamenti anche sulla base di quanto, in effetti, ci si attendeva grazie al controllo in continuo delle colture. I risultati sono stati decisamente interessanti sia da un punto di vista dell’immediato sia, soprattutto, in proiezione futura con l’inizio di un vero e proprio percorso che permette di verificare in termini qualitativi e quantitativi ogni singolo intervento, ogni singola scelta, stagione dopo stagione.

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Una sinergia che diventa un sistema vero e proprio

L’interazione fra CLC e Kultistrip di Kverneland (adattabili con piccoli accorgimenti a terreni di diversa consistenza), gli ibridi Dekalb monitorati con il sistema Aquatek messo a punto proprio per ottimizzare l’irrigazione nel mais e il controllo in remoto delle macchine con lo Yield Trakk Topcon diventa un sistema sinergico. Si parte infatti dal rilievo e monitoraggio dell’appezzamento, si continua con la semina a rateo variabile per file parallele o a diamante e si prosegue con la concimazione variabile ottimizzando l’uso del concime e dei passaggi. Ci possono anche essere eventuali trattamenti mirati che possono anche differenziarsi all’interno dello stesso appezzamento. Si continua con una irrigazione efficiente e, infine, si termina con il raccolto e il suo controllo in tempo reale differenziando i dati di quantità capendo esattamente quanto ha prodotto un singolo settore (la maglia è di 6×6 metri) all’interno dell’appezzamento. Gli esempi illustrati sono stati rappresentativi di zone geografiche diverse fra loro per dimostrare che, a prescindere dal tipo di terreno e dalle variabili climatiche, il metodo è realmente efficace grazie all’analisi precisa di ogni parametro di progetto, al monitoraggio della coltura e alle azioni da intraprendere fra cui, in primis, una tecnica di semina non invasiva nei confronti della struttura del terreno. E lo stupore di molti presenti (insieme ad alcuni scetticismi) si è ben presto tramutato in concreto interesse. Soprattutto davanti all’analisi economica che ha evidenziato come ottimizzare sia l’unica strada concreta per continuare a fare agricoltura. E guadagnare facendo l’agricoltore.

Articolo di Costantino Radis