Orizzonte 2020: che ruolo giocherà l’agricoltura?

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UNICAA ha dedicato una riflessione sul programma europeo “Orizzonte 2020”. Secondo Daniele Merigo “la sfida si giocherà sul binomio competitività e ambiente”.

Giambattista Merigo, fonte: UNICAA
Sicurezza alimentare, agricoltura sostenibile, bioeconomia: queste alcune delle parole chiave alla base delle indicazioni fornite da Orizzonte 2020 per lo sviluppo dell’agricoltura.
“Orizzonte 2020” è il programma della Commissione Europea di investimento per la ricerca, sviluppo e innovazione, che ha tre obiettivi chiave: sostenere la posizione UE nella scienza, affermare il primato industriale nell’innovazione e, infine, stanziare una parte dei soldi in problemi comuni a tutti gli europei nei settori di base: sanità, benessere e evoluzione demografica, sicurezza alimentare, agricoltura sostenibile, ricerca marina e marittima e bioeconomia, energia sicura, pulita ed efficiente, trasporti intelligenti, verdi e integrati, interventi per il clima, efficienza delle risorse e materie prime, società inclusive, innovative e sicure.
L’Osservatorio economico di UNICAA, l’organizzazione nazionale partecipata da Confcooperative, MCL, Uniagronomi e UNIMA, ha dedicato una riflessione a questo programma.
Il Presidente di UNICAA, Giambattista Merigo, ha sottolineato: “Per l’UE una delle sfide principali per l’innovazione si giocherà sul binomio competitività-ambiente: ciò vale soprattutto per il settore primario, dove  la stessa discussione tecnica sulla futura Pac vede proprio nelle cosiddette politiche di greening uno dei punti oggetto di maggiore attenzione e, per certi aspetti, più controversi”.
Tra gli obiettivi dichiarati dell’Unione Europea vi è quello di approdare in tempi ragionevoli ad un uso più efficiente delle risorse naturali, che nel caso del settore agricolo significa soprattutto riuscire a produrre materie prime d’elevata qualità con un più contenuto dispendio di acqua ed energia e un minore uso di fertilizzanti e pesticidi. Su questo Merigo aggiunge: “Oltre che risparmi e razionalizzazione dei costi di produzione tutto ciò comporterebbe un importante valore aggiunto sotto il profilo ambientale, a partire dal miglioramento dello stato dei suoli in tutta l’UE dove, a titolo d’esempio, la quota di terreni alle prese con il problema dei nitrati ha raggiunto la soglia del 40%”.
Il direttore di UNICAA, Danilo Pirola, fa notare: “Tra le attività di ricerca che l’UE intende finanziare in campo agricolo, rientrano le azioni in materia di agricoltura e silvicoltura sostenibili e gli studi scientifici sulla salubrità e sicurezza dei prodotti alimentari. Tra gli ambiti d’azione più innovativi merita una citazione la cosiddetta bioindustria, che punta alla trasformazione dei processi e dei prodotti industriali convenzionali in prodotti e processi biologici, così come all’utilizzo in chiave energetica di biomasse, sottoprodotti alimentari e rifiuti provenienti dal ciclo biologico”.