Oltre tre generazioni con la passione per il vino

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L’azienda Agricola La Piotta è stata fondata nel 1985 da Luigi Padroggi ma la famiglia ha una tradizione vinicola antica e radicata. Oggi la cantina è guidata da Gabriele e Mario, figli di Luigi, e dai loro rispettivi figli, Luca ed Enrico. Ma il novantacinquenne nonno Luigi è sempre comunque presente in cantina a controllare che tutto si svolga correttamente.

Attualmente la superficie vitata è di circa 20 ettari, 15 di proprietà e 5 in affitto, in cui vengono coltivati principalmente i vitigni tipici del territorio lombardo, ossia Pinot Nero, Barbera, Croatina, Riesling e Moscato. Sono presenti anche alcuni filari di Pinot Grigio impiantati nel 1930. La famiglia Padroggi da sempre porta avanti una viticoltura attenta all’ambiente, senza quindi utilizzare concimi chimici e pesticidi e da circa dieci anni tutti i vini hanno la certificazione di “biologico” a cui cinque anni fa si è aggiunta quella di “vegano”.

“Al momento non facciamo uso di energie alternative, ma nei nostri progetti futuri sono compresi alcuni interventi in quel senso”, osserva Luca; “negli anni abbiamo partecipato ad alcuni bandi della Regione Lombardia che abbiamo impiegato nell’acquisto di nuovi macchinari come etichettatrice e vasche. Sicuramente ci piacerebbe che venisse valorizzato maggiormente il settore del biologico che nel nostro paese fortunatamente sta aumentando ma secondo me non ha ancora l’attenzione che merita, soprattutto se si pensa che “biologico” vuol dire “salute”. Sicuramente il Covid19 ha dato un bello scossone in negativo a tanti settori e la ristorazione e il turismo, e di conseguenza anche il vino, sono stati quelli maggiormente colpiti. Non sono un ottimista di natura ma penso che chi lavora bene ed è riuscito negli anni a lasciarsi un margine minimo per gli investimenti possa riuscire a riprendere piano piano una sorta di normalità”.

Sarà certamente un processo lento e ci vorranno degli anni. “La mia fiducia è rivolta prevalentemente al turismo e all’esportazione perché credo che l’Italia e i propri cittadini siano fra quelli che hanno risentito maggiormente della crisi da Covid, visto che anche prima della pandemia la nostra economia non era così florida” aggiunge Luca. “Inoltre va modificata anche la progettualità legata al vino perché in questo ultimo anno sono cambiate le abitudini delle persone nel consumarlo, si acquista di più online e si consuma maggiormente fra le mura domestiche. Si spera nel più breve tempo possibile di tornare a mangiare nei ristoranti senza limitazioni, ma un anno chiusi in casa sicuramente ci ha cambiati anche in questo senso”.

 Antonio Longo

 

 

 

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