Nasce Coldiretti BIO: Maria Letizia Gardoni presidente

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È una nuova “task force” di aziende ed esperti del settore, quella che Coldiretti annuncia con la nascita di “Coldiretti Bio”, per un comparto nazionale dal valore complessivo di 7,5 miliardi di euro tra consumi interni ed export. Nominata alla presidenza la marchigiana Maria Letizia Gardoni: classe 1988, giovane imprenditrice agricola di ortofrutta biologica nelle campagne di Osimo (Ancona), si è laureata in Scienze e tecnologie agrarie all’Università Politecnica delle Marche, ricoprendo nell’associazione importanti ruoli, quali presidente di Coldiretti Marche, membro della giunta nazionale di Coldiretti, nonché delegata nazionale di Coldiretti Giovani Impresa.

“Stiamo lavorando per creare un’identità forte del biologico italiano, di cui aumentare i consumi interni e sostenere l’esportazione – ha commentato la neo-nominata Presidente nazionale di Coldiretti Bio, Maria Letizia Gardoni – Per fare ciò è necessario strutturare una filiera italiana del prodotto certificato che possa garantire un’offerta tracciabile per i cittadini e una garanzia economica per  gli agricoltori certificati”.

È lei a incarnare il ricambio generazionale e la presenza femminile di cui l’agricoltura di questo Paese ha bisogno e lo fa provenendo da una delle prime regioni del biologico in Italia, le Marche: più del 20% della superficie agricola complessiva coltivata a biologico, per 104mila ettari e più di 4mila operatori certificati (dati Sinab 2019), con mille aziende agricole certificate bio aderenti a Coldiretti Marche e nel Distretto Biologico regionale.

“Con 70mila produttori – spiega nella sua nuova veste di rappresentante nazionale di Coldiretti Bio – siamo il Paese leader in Europa per numero di imprese impegnate nel biologico e che vanta ancora ampie opportunità di crescita economica e occupazionale. La nascita di Coldiretti Bio sancisce un’attenzione che Coldiretti ha sempre dimostrato nei confronti di un’agricoltura in linea con gli indirizzi europei di sostenibilità e complementare all’agricoltura tradizionale del nostro Paese. Campagna Amica sarà per noi il primo strumento di promozione del biologico italiano che saprà garantire tracciabilità, identità e riconoscibilità del marchio.”

L’interesse nel portare a tavola un cibo sempre più salubre e di qualità è evidente nei trend di consumo degli ultimi anni. Secondo i dati Biobank, negli ultimi dieci anni sono più che raddoppiate le vendite totali di biologico (+122%). Una spinta dei consumi che ha portato  quasi due italiani su tre a mettere nel proprio carrello prodotti bio (64%), nonché all’aumento della produzione nazionale su 2 milioni di ettari di terreno coltivati, in linea con gli obiettivi della strategia Farm to Fork dell’Unione Europea che punta ad almeno 1 campo su 4 dedicato al biologico in Italia( 25%) e per cui – sottolinea Coldiretti – è importante l’approvazione del disegno di legge sull’agricoltura biologica, che non ha ancora concluso il suo iter parlamentare.

Il biologico è dunque ad oggi un campo primario, sia in termini di approvvigionamento alimentare che di occasione di lavoro per il settore dell’agricoltura nazionale. Un terreno in cui giocare la partita della tracciabilità dei prodotti. Per questo Coldiretti spinge sull’introduzione di un marchio per il biologico italiano che contrassegni come 100% Made in Italy solo i prodotti biologici ottenuti da materia prima nazionale, chiedendo inoltre al Governo di rimetter mano alla normativa sui controlli e garantire l’autonomia degli enti di certificazione.

Sanzia Milesi