Montalcino valorizza le sue eccellenze

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La Docg Brunello di Montalcino compie i primi quarant’anni dalla sua istituzione e, tra le iniziative per celebrare questo importante traguardo, accoglierà tutte le specialità tipiche del territorio sotto il marchio Eccellenze di Montalcino. Grazie alla fama mondiale di uno dei vini italiani più apprezzati, prodotti come olio, zafferano, formaggio, beneficeranno in questo modo di un formidabile traino di valorizzazione e promozione. Così come miele, prugne e farro, di cui proprio il comune della Val D’Orcia è primo produttore in Italia.

Il marchio, la cui istituzione è stata approvata la scorsa estate dal comune toscano, è stato ufficialmente registrato dalla Fondazione Territoriale del Brunello, emanazione socio culturale del Consorzio, nata nel 2016, con la volontà di rinvestire parte dei profitti a beneficio di tutto territorio. Mentre la stessa si occuperà della gestione, la proprietà del marchio è invece del Distretto Rurale, sistema di governance territoriale riconosciuto dalla Regione Toscana nel 2016, che riunisce le associazioni di categoria, le attività economiche del territorio e l’amministrazione comunale, rappresentata dal sindaco Silvio Franceschelli, che ne è presidente.

”L’obiettivo è di valorizzare lo sviluppo sostenibile di quella che è la nostra oasi di biodiversità – spiega il presidente della Fondazione del Brunello, Remo Grassi – dopo aver depositato il marchio stiamo adesso studiando il logo e i vari disciplinari, contiamo di uscire entro Dicembre 2020 con almeno due-tre protocolli”.

A partire dal 2021, quindi, arriveranno sul mercato i primi prodotti firmati Eccellenze di Montalcino,  tra cui potranno essere compresi gli alimenti con una stretta connessione con il territorio, perchè prodotti, trasformati e confezionati in loco.

Nonostante proprio il Brunello sia l’indiscusso ambasciatore di questa terra, “solo” il 15% dei 31.000 ettari del Comune di Montalcino è coltivato a vite: nel resto convive in armonia con il paesaggio un insieme di oliveti (10%), colture varie, seminativo, pascoli, frutteti. E poi il bosco, che occupa oltre la metà della superficie complessiva e che, per diversi secoli, è stato la principale risorsa di Montalcino: un patrimonio di inestimabile valore per la salvaguardia della biodiversità e la tutela dell’ambiente e vero e proprio polmone verde, che ha contribuito a rendere la provincia di Siena carbon free dal 2011: i gas serra emessi dalle attività dell’uomo sono pareggiate dall’ossigeno prodotti dai boschi. Proprio il bosco sarà al centro del nuovo progetto del marchio ‘Eccellenze di Montalcino’.

La presentazione di questa importante novità per il territorio e in generale per il Made in Italy è stata anche occasione per fare il punto sullo stato di salute del prodotto Brunello che, come confermato dal presidente del Consorzio Fabrizio Bindocci, ”da tempo detiene il prezzo medio più alto del prodotto enoico italiano, un trend che si riflette anche sul vigneto, con una stima per ettaro che, in alcuni casi, è in grado di sfiorare 1 milione di euro, per un valore complessivo di oltre 2 miliardi di euro, il 4.500% in più rispetto a cinquant’anni fa”.

Emiliano Raccagni

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