Le scadenze del PNRR nel settore agricolo

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Le scadenze del PNRR che riguardano il comparto agricolo di rilevanza europea, ossia quelle che saranno oggetto delle verifiche da parte dei tecnici dell’Unione Europea, sono 13. A sottolinearlo è il focus della Fondazione Openpolis dedicato alle misure del PNRR in campo agricolo e al relativo stato di avanzamento. Come rilevano gli analisti, la misura che prevede più scadenze è quella relativa agli investimenti per il sistema irriguo (5), seguita da quella sugli investimenti per il parco agrisolare (4). Le scadenze, invece, più ravvicinate sono due e dovranno essere completate entro la fine del 2022. Si tratta, in particolare, della pubblicazione della graduatoria finale sugli incentivi alla logistica e dell’assegnazione di almeno il 30% delle risorse indirizzate agli investimenti in agrisolare. Una quota che entro la fine del 2023 dovrà arrivare al 50% del totale per poi giungere al 100% nel 2024. Inoltre, è prevista sempre entro il 2023 anche l’aggiudicazione di tutti gli appalti per quanto riguarda l’agro-sistema irriguo. Si tratta, nello specifico, di 11 target e di due milestone.

Cosa è stato fatto

Alcune delle iniziative previste sono già state realizzate. Gli analisti della fondazione rilevano, in particolare, che per quanto riguarda gli investimenti in agrisolare il 25 marzo scorso il ministro Patuanelli ha firmato un decreto che, oltre al riparto delle risorse, delinea anche i soggetti beneficiari dei finanziamenti, le spese ammissibili e i criteri sulla base dei quali individuare l’entità dell’aiuto. Inoltre, nel report si evidenzia che un decreto simile è stato già pubblicato anche per quanto riguarda gli interventi per l’innovazione e la meccanizzazione dei frantoi.

Per quanto riguarda, invece gli investimenti nei sistemi irrigui, il 30 settembre dello scorso anno il ministero aveva pubblicato un decreto con cui veniva approvato l’elenco dei progetti ammissibili a ricevere i fondi del Pnrr. Ma come ricordano gli esperti, non tutti i progetti dichiarati ammissibili saranno effettivamente finanziati. In ogni caso, la procedura è ancora in corso e un decreto ministeriale ha definito il piano di attuazione per l’avvio delle verifiche sui progetti candidati al finanziamento.

Cosa si deve ancora fare

Relativamente ai contratti di filiera, la cifra complessiva dei finanziamenti supererà i 2 miliardi di euro. Come sottolineato nel rapporto, tali fondi, però, non saranno messi a disposizione del ministero tutti insieme. Un primo intervento è avvenuto lo scorso 15 febbraio, quando una delibera del Cipe ha assegnato al Mipaaf una prima tranche di fondi da 900 milioni.

Con tali risorse saranno finanziate in parte le proposte già presentate nell’ambito del bando 2015-2020 e in parte nuovi progetti. Per fare ciò, però, sarà necessaria la pubblicazione di nuovi bandi ad hoc. In base a quanto pubblicato sul sito del ministero, il focus sottolinea che è stato emanato un decreto che definisce i criteri, le modalità e le procedure per l’attuazione dei contratti di filiera. Un atto definito come “propedeutico” alla pubblicazione del bando vero e proprio. La graduatoria finale dei progetti ammessi a finanziamento dovrà essere pubblicata entro la fine dell’anno.

di Antonio Longo