Le imprese agricole italiane sono sostenibili

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La sostenibilità aiuta le imprese agricole a crescere, rendendole più innovative e competitive e migliorando la qualità dell’occupazione. Questo è quanto emerge dalla lettura della prima edizione del rapporto AGRIcoltura100, promosso da Reale Mutua in collaborazione con Confagricoltura e realizzato da Innovation Team del Gruppo Cerved.  Si tratta di un progetto pluriennale il cui scopo è quello di monitorare e valorizzare il contributo dell’agricoltura alla crescita sostenibile dell’Italia e alla sua ripartenza nel post Covid – 19.

La ricerca, che ha coinvolto 1.850 aziende agricole di tutte le regioni e comparti produttivi, ha indagato l’impegno nei diversi ambiti della sostenibilità, in particolare quelli ambientale, sociale, di gestione dei rischi e relazioni e l’area dello sviluppo delle imprese.

Il modello di analisi ha elaborato i dati di 234 variabili e prodotto per ogni azienda 17 indici per altrettanti ambiti di sostenibilità, nelle citate quattro aree. Sulla base dei dati raccolti è stato attribuito ad ogni partecipante l’indice AGRIcoltura100 che misura il livello di sostenibilità dell’impresa agricola.

Nel dettaglio, in base ai dati contenuti nel report, l’agricoltura italiana si mostra un settore d’avanguardia in tema di sostenibilità. Infatti, il 17,8% delle imprese denota un livello di sostenibilità alto e il 30,3% medio – alto. In tale contesto, non emergono significative differenze tra le aree geografiche e le attività produttive. L’impegno per la sostenibilità caratterizza tutte le fasce dimensionali, l’80% delle imprese più grandi ha un livello di sostenibilità alto o medio – alto, ma anche tra le aziende più piccole, con meno di 5 addetti, più di un terzo (34,2%) raggiunge tale livello.

L’area della sostenibilità ambientale è quella in cui si registra il maggiore impegno delle imprese agricole, con iniziative finalizzate al miglioramento dell’efficienza nell’utilizzo delle risorse (97,9% di imprese attive), alla garanzia della qualità dei prodotti e della salute alimentare (88,4%), fino alle attività di gestione del rischio idrogeologico (56,8%), di gestione e riduzione delle emissioni (55,9%) e alle innovazioni per la sostenibilità ambientale (30,7%), come l’uso di dati per i processi gestionali e produttivi o di tecnologie di precisione.

Anche la sostenibilità sociale vede un impegno significativo, in tale direzione si distinguono la valorizzazione del capitale umano (67,5%), comprendente attività di formazione professionale ed extraprofessionale dei lavoratori, cooperazione con le scuole per l’inserimento dei giovani e attività di formazione sulla sostenibilità, e la sicurezza del lavoro (66,6%), con iniziative di formazione, controlli e certificazioni.

Nell’area della gestione dei rischi e delle relazioni, invece, il tasso di iniziativa più rilevante è quello della gestione dei rischi, che vede attive il 74,9% delle imprese con polizze assicurative contro gli eventi atmosferici, per la protezione del patrimonio aziendale e per la responsabilità civile. Forte anche l’impegno nei confronti delle comunità locali (60,9%) e nei rapporti con le reti e la filiera (56,8%).

L’emergenza Covid-19 ha anche determinato impatti significativi nella cultura aziendale, infatti una buona metà delle imprese agricole dichiara che la sostenibilità è aumentata di importanza in tutte le aree, in primis quella ambientale (52,4%) fino a quella sociale (50,5%) e della gestione dei rischi e delle relazioni (48,7%).

di Antonio Longo

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