Le fragole di Sofia

0
353

Campi di fragole, per sempre, come nella celeberrima canzone dei Beatles, “Strawberry Fields Forever”. Anche il sogno della giovane Sofia Michieli è psichedelico, grazie alla sua serra hi-tech automatizzata da seimila metri quadrati, basata su canaline “up and down”, in grado di risparmiare suolo e acqua: il doppio di fragole, in metà spazio. Una serra a Crispino, in provincia di Rovigo, in cui coltiva “Le fragole di Sofia” per produrre i suoi succhi di frutta, marmellate e smoothies, e grazie alla quale, poco più che ventenne, si è già aggiudicata il Premio Smau per l’innovazione nel 2019, nonché una menzione speciale dell’Osservatorio Giovani di Nomisma. Un esempio nazionale di agricoltura giovane, in rosa, innovativa.

“Sono una ragazza di 25 anni, laureata in Scienze e tecnologie agrarie all’Università di Padova – si presenta Sofia Michieli – Lavoro nell’azienda agricola della mia famiglia, a Crespino nella provincia di Rovigo. La mia passione per l’agricoltura nasce da bambina. Sono cresciuta nel mondo agricolo ed ho imparato subito ad amarlo. La produzione della nostra azienda si estende al settore cerealicolo, orticolo e di allevamento. La superficie adibita a cereali è di circa 1000 ettari ed è ripartita su tre province (Rovigo, Padova e Ferrara) con colture di grano, mais e soia. L’azienda impiega molte persone, in numero variabile in base alla stagione, fino ad un massimo di venti unità produttive. La filosofia dell’azienda è quella di razionalizzazione le risorse, mediante l’utilizzo delle ultime tecnologie, per massimizzare i risultati e il settore più innovativo dell’azienda è appunto la coltivazione di fragole in fuori suolo, all’interno di una serra innovativa, con sistema up and down, che prevede la riduzione dell’occupazione di suolo, la razionalizzazione nell’uso della risorsa idrica, il miglioramento della qualità del lavoro e la riduzione dello spreco alimentare. Questo è lo spirito del nostro marchio Le fragole di Sofia”.

La serra, con i suoi seimila metri quadrati di superficie coperta – come spiega anche il sito Smau che ha premiato Sofia e la sua innovazione – è ripartita in due zone: un’area adibita al controllo ambiente, alla gestione della soluzione nutritiva e alla lavorazione in cassettine del prodotto, con cella frigo per la conservazione di breve periodo; ed un’area, prevalente, destinata alla coltivazione di fragole in idroponica, su sacco di fibra di cocco e perlite.  Grazie all’innovazione del sistema Up and Down, è previsto un incremento della densità di piante per unità di superficie (e di conseguenza l’aumento della produzione al metro quadrato), dovuto all’utilizzazione di due piani di coltivazione mobili, pareggiati in fase di coltivazione e sfasati durante l’esecuzione delle operazioni colturali, per consentire il transito del personale tra le file. In questo modo, si ottiene il vantaggio di un aumento della resa, rispetto ai sistemi tradizionali, mantenendo la stessa superficie coperta e in un’ottica sostenibile. Fino a venti piante al metro quadrato (rispetto a una decina di piante delle serre tradizionali) raddoppiando il numero di file per unità di superficie, e grazie all’altezza della serra, un notevole volume d’aria notevole atto a far sì che l’inerzia termica riduca gli sbalzi termici, rallentando il riscaldamento e il raffreddamento dell’ambiente. Con operatori che non devono stare chini, ma lavorano a un metro e mezzo di altezza in fase di esecuzione delle operazioni colturali.

“Il mio auspicio – conclude Sofia Michieli – è crescere nella sostenibilità, ambientale ed economica, al fine di continuare a reinvestire nell’azienda per rimanere al passo con le tecnologie, migliorando l’efficienza d’uso delle risorse e la qualità del lavoro umano”.

Sanzia Milesi