Le 31 “Spighe verdi” 2018

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Se per spiagge e coste il simbolo di eccellenza è da anni la “Bandiera blu”, per i comuni rurali e le aree interne ci sono le “Spighe verdi”. Quest’anno sono 31, distribuite in 12 regioni italiane da FEE Italia – Foundation for Environmental Education e Confagricoltura. Al primo posto tra i territori italiani sono le Marche, con 6 bandiere assegnate, seguite da Toscana e Campania con 5. Nel gruppo di lavoro che ha fatto le sue scelte è stato importante il contributo di diversi enti istituzionali come il Ministero dell’Ambiente; quello delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali; quindi il Mibac, il Comando Unità Tutela Forestale, Ambientale e Agroalimentare dell’Arma dei Carabinieri, l’ISPRA, il Cnr e Confagricoltura.

“Spighe Verdi” è un programma pensato per guidare i Comuni rurali a scegliere strategie di gestione del territorio in un percorso virtuoso che giovi all’ambiente e alla qualità della vita dell’intera comunità. Quindi, uno strumento di valorizzazione del patrimonio rurale, ricco di risorse naturali e culturali, anche in un’ottica di occupazione. Perché il programma riesca a raggiungere il massimo del risultato, sono due i fattori determinanti: la volontà dell’Amministrazione comunale d’iniziare un percorso di miglioramento e la partecipazione della comunità e delle imprese, in particolar modo quelle agricole, alla sua realizzazione.

Per questo, al fine di accompagnare i Comuni rurali alla graduale adozione dello schema “Spighe Verdi”, FEE Italia ha condiviso con Confagricoltura un set di indicatori in grado di fotografare le politiche di gestione del territorio e indirizzarle verso criteri di massima attenzione alla sostenibilità. 67 indicatori selezionati per comporre un questionario a cui hanno risposto i Comuni, composto in 16 sezioni: notizie di carattere generale; partecipazione pubblica; educazione alla sostenibilità; assetto urbanistico; agricoltura, ovvero produzioni tipiche; protezione della biodiversità, puntando a conservazione e valorizzazione delle aree naturalistiche eventualmente presenti sul territorio e del paesaggio. E ancora: tutela del suolo, attraverso un corretto utilizzo dello stesso; gestione del ciclo dei rifiuti, con particolare riguardo alla raccolta differenziata; l’efficienza energetica; qualità dell’aria; qualità dell’acqua, vale a dire l’esistenza e il grado di funzionalità degli impianti di depurazione; qualità dell’ambiente sonoro; mobilità sostenibile, che significa accessibilità per tutti senza limitazioni; turismo, cioè la qualità dell’offerta; rischio.

In questo percorso decisionale, l’agricoltura occupa un ruolo centralissimo. “Annunciamo con soddisfazione 31 Spighe Verdi sul territorio italiano – ha detto Claudio Mazza, presidente della FEE Italia -, in incremento rispetto allo scorso anno, che dimostra l’impegno di tanti Comuni rurali che si sono avviati a questo percorso di sostenibilità. Sarà sempre più importante creare uno stretto legame tra amministrazioni pubbliche e agricoltori, un patto strategico per il recupero, la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio rurale nazionale“. “Agricoltura e sostenibilità, un connubio necessario per salvaguardare l’integrità ambientale, l’economia dei territori e il futuro del nostro Paese– ha dichiarato  a sua volta Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura –. La nostra organizzazione è decisamente impegnata a valorizzare e diffondere la conoscenza delle buone pratiche di sostenibilità ambientale, economica e sociale, che un numero sempre crescente di aziende attuano o sperimentano“.

Queste, infine, le 31 “spighe verdi” italiane per il 2018: Esanatoglia, Grottammare, Matelica, Mondolfo, Montecassiano e Numana (Marche). Castellina in Chianti, Massa Marittima, Castagneto Carducci, Fiesole e Bibbona (Toscana). Agropoli, Positano, Pisciotta, Massa Lubrense e Ascea (Campania). Seguono, con tre località la Puglia (Castellaneta, Ostuni e Carovigno) e il Veneto (Calalzo di Cadore, Caorle, Montagnana). Vantano due località il Lazio (Canale Monterano e Gaeta) e l’Abruzzo (Tortoreto e Giulianova), mentre vi è un Comune rurale per ognuna delle restanti Regioni: Alba (Piemonte), Lavagna (Liguria), Montefalco (Umbria), Ragusa (Sicilia) e Trebisacce (Calabria). Le new entry sono Calalzo di Cadore, Montagnana, Castellaneta, Tortoreto e Trebisacce. È uscita invece Menfi (Sicilia).

Emiliano Raccagni

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