L’agricoltura traina la ripresa economica

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Con una crescita del valore aggiunto del 3,9% rispetto al primo trimestre 2020, assieme a quella dell’industria (+1,8%), l’agricoltura contribuisce più di altre attività a trainare l’Italia verso la ripresa. Il moderato recupero dell’attività produttiva nel primo trimestre del 2021, chiuso con un aumento del Pil dello 0,1%, è la sintesi di un aumento del valore aggiunto dell’agricoltura e dell’industria e di una contrazione del terziario che in alcuni comparti ha risentito ancora degli effetti delle misure di contrasto dell’emergenza sanitaria dovuta al Covid. Questa il report sulla situazione congiunturale presentata nei giorni scorsi dall’Istat, nella quale si sottolinea il ruolo trainante nel settore primario.

Secondo le elaborazioni di Coldiretti, quella del comparto agricolo è la performance migliore tra tutti i settori produttivi. “L’emergenza globale provocata dal Covid ha fatto emergere una consapevolezza diffusa sul valore strategico rappresentato dal cibo e sulle necessarie garanzie di qualità e sicurezza – commenta il presidente Ettore Prandini-  e proprio per cogliere l’opportunità storica del Recovery Plan abbiamo elaborato progetti concreti e cantierabili per l’agroalimentare, dai settori produttivi a quello dei biocarburanti, con una decisa svolta verso la rivoluzione verde, la transizione ecologica e il digitale in grado di offrire 1 milione di posti di lavoro green entro i prossimi 10 anni“.

In questi giorni, Coldiretti ha commentato positivamente anche ulteriori novità che potrebbero dare ulteriore spinta alla ripresa economica di tutto il sistema agroalimentare. Tra queste, la riapertura “al chiuso” di 360mila bar, ristoranti, pizzerie ed agriturismi, con un’offerta di posti a sedere più che triplicata per accogliere residenti e turisti. Una boccata di ossigeno per la filiera della ristorazione che, sottolinea l’organizzazione professionale, è stata la più colpita dalle misure adottate per combattere la pandemia con una perdita tra limitazioni e chiusure a singhiozzo stimata in 41 miliardi nell’anno del Covid. A beneficiare di questa svolta è a cascata l’intero sistema dell’agroalimentare, con oltre un milione di chili di vino e cibi invenduti, come anche l’ospitalità sostenendo il turismo nazionale e straniero con l’arrivo del green pass. Una buona notizia, se si considera che un terzo del budget dedicato alle vacanze in Italia viene destinato all’alimentazione, considerato il vero valore aggiunto per chi visita il Belpaese. Complessivamente, ricorda Coldiretti, nelle attività di ristorazione sono coinvolte 70 mila industrie alimentari e 740 mila aziende agricole lungo la filiera impegnate a garantire le forniture per un totale di 3,6 milioni di posti di lavoro.

Infine, un altro segnale positivo arriva delle esportazioni del Made in Italy, tornate a macinare numeri importanti, come testimonia il dato relativo agli Stati Uniti, dove sono più che raddoppiate (+113%). Anche per questo, è importante la sospensione per sei mesi dei dazi aggiuntivi a sei Paesi, tra cui l’Italia, nell’ambito delle dispute sulla digital tax.  Si tratta – sottolinea la Coldiretti – degli importanti effetti della ripresa del dialogo che ha già portato l’11 marzo scorso anche al superamento delle tariffe aggiuntive relative alle controversie Airbus-Boeing che colpivano tra l’altro le esportazioni nazionali di Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Gorgonzola, Asiago, Fontina, Provolone ma anche salami, mortadelle, crostacei, molluschi agrumi, succhi, cordiali e liquori.

Emiliano Raccagni

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