L’Agricoltura 4.0 entra in oliveto

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Ormai da tempo il settore dell’olivicoltura è afflitto da costanti perdite delle produzioni che variano tra il 40 e il 60% ogni anno e, se si aggiunge la forte concorrenza estera, il quadro del settore che ne risulta è tutt’altro che allegro. Aggiornarsi, adottare nuove tecnologie e nuove strategie diventa talora una questione di sopravvivenza, prima ancora che di competitività. Ne abbiamo parlato con Damiano Angelici (nella foto), co-fondatore di Elaisian, strumento di supporto per le decisioni, messo a punto specificatamente per l’olivicoltura.

Come nasce il vostro strumento di supporto alle decisioni Elaisian?

Dalla necessità concreta di far fronte, in oliveto, a perdite che negli ultimi anni si sono costantemente ripetute, se non intensificate. Questa situazione deriva dal fatto che ad oggi non ci sono strumenti efficaci e mirati per l’olivicoltura per monitorare lo stato di salute dell’oliveto nella fase pre-raccolta. Oggi l’olivicoltore si basa su metodi tradizionali per capire come evolvono le patologie e per decidere piani di irrigazione e concimazione. Ma dopo cinque anni che il settore registra pesanti perdite nei raccolti, ci si è resi conti che è ora di cambiare metodo.

Cambiare metodo significa digitalizzare?

Il digitale è sicuramente uno degli strumenti che possono sostenere il comparto, facilitando ad esempio la pianificazione di interventi fitosanitari e di gestione della coltura in base al monitoraggio delle reali condizioni climatiche e del suolo; prevedendo i tempi di raccolta; valutando continuamente lo stato di salute generale dell’oliveto. Questo è esattamente l’obiettivo del sistema di supporto alle decisioni sviluppato da Elaisian.

È un sistema complesso da usare?

No, è relativamente facile perché si basa su sensori di tipo “plug&play”, dunque di facile installazione, sistemati in punti strategici dell’oliveto. Numero e posizionamento dei sensori dipenderanno dalla conformazione delle dimensioni degli appezzamenti. Poi essi raccolgono i diversi parametri climatologici e pedologici. Questi vengono integrati dalla piattaforma Elaisian con dati metereologici e storici. Da questa integrazione ed elaborazione si ricavano indicazioni utili all’operatore agricolo per decidere piani di protezione fitosanitaria, di irrigazione e concimazione.

Leggere queste informazioni è difficile?

No, perché la piattaforma le elabora in modo che all’olivicoltore arrivino semplicemente dei messaggi di testo con raccomandazioni di misure da fare e dei relativi tempi ritenuti necessari. Ad esempio, si avverte l’olivicoltore che vi sono le condizioni idonee per lo sviluppo di determinati patogeni e quindi conviene fare dei trattamenti con fitofarmaci; oppure che si registra carenza di magnesio nel terreno e quindi conviene somministrare fertilizzanti. All’olivicoltore, cioè, arrivano indicazioni molto pratiche derivate dall’integrazione di diverse informazioni, tra cui anche quelle ottenute tramite i sensori.

Che risultati registrano le aziende che utilizzano il vostro sistema?

Nel 2017, nelle aziende che hanno adottato questo sistema si sono raggiunte efficienze di gestione idrica maggiori del 15-20% rispetto a situazioni pre-digitale. Si stimano, inoltre, abbattimenti dei costi tra il 20 e il 40% e aumenti della resa dei raccolti fino al 20%.

Il vostro è il primo strumento sul mercato completamente dedicato al settore olivicolo…

Si, questa è anche una novità del nostro sistema. Ad oggi non vi sono sul mercato sistemi specifici per il settore. Elaisian è il primo strumento di supporto alle decisioni sul mercato destinato specificatamente alla coltivazione dell’olivo. Per ora non si interfaccia con altri sistemi a valle nella filiera, ma questo sarà sicuramente il prossimo sviluppo e permetterà di agire in un’ottica di filiera, non più “solo” di campo.

Maria Luisa Doldi 

 

 

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