La biodinamica che divide

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Non si placano le polemiche dopo il voto del Senato, che lo scorso 20 maggio, approvando il Disegno di Legge 988, equipara in alcuni punti del testo l’agricoltura biodinamica a quella biologica, di fatto aprendo alla possibilità di accesso a fondi pubblici anche per la dottrina ideata un secolo fa dal filosofo austriaco Rudolf Steiner e oggi disciplinata, tra l’altro, dal marchio Demeter.

La senatrice a vita Elena Cattaneo, scienziata e docente universitaria, ha espresso critiche molto aspre dopo fin dal dibattito a Palazzo Madama: “L’agricoltura biodinamica è una pratica che si basa su un metodo esoterico , e non su fondamenti scientifici, rapportandosi alla realtà esattamente come gli oroscopi“. Il suo emendamento per togliere i riferimenti al biodinamico nel DDL è stato però respinto. Numerosi esponenti del mondo della ricerca si sono mobilitati, lanciando su change.org una petizione online contro quella che definiscono pseudoscienza.  Tra i primi firmatari ci sono il presidente dell’Accademia dei Lincei, Giorgio Parisi, il presidente della Federazione italiana della Scienze della vita, Gennaro Ciliberto, e il direttore del Laboratorio di biotecnologie microbiche all’Istituto di Bioscienze e Biorisorse del Cnr di Napoli Roberto Defez.

La legge, spiega la petizione, prevede finanziamenti pubblici anche per l’attivazione del primo master e dottorato in queste discipline, con specifici stanziamenti nelle istituzioni pubbliche di ricerca, fondi per la promozione pubblica e commerciale come scelta preferita nelle mense di scuole e posti di lavoro. “Come rappresentanti della comunità scientifica di ricerca vogliamo portare l’attenzione su questa legge, e in particolare sull’equiparazione fatta con l’agricoltura biodinamica. Tutte le tecniche agricole basate sulla sperimentazione scientifica devono avere eguali opportunità, perchè ognuna di loro può contribuire ad una produzione sostenibile – scrivono nella petizione -. Però è assurdo conferire uno status economico e culturale privilegiato all’agricoltura biodinamica, che non può essere verificata attraverso il metodo scientifico. Inoltre la sua promozione (secondo il modello proposto da Rudolf Steiner), che prevede anche il seppellire quarzi messi in corni di mucca, per raccogliere le forze del suolo, ci sembra rappresentare la promozione della stregoneria nella biologia“.

Secondo gli esperti, l’agricoltura biodinamica non può ricevere finanziamenti pubblici. “Siamo preoccupati – continuano – dall’approvazione esplicita di una pseudoscienza da parte del governo italiano, un ulteriore esempio, dopo lo scandalo Stamina, della popolarità di idee esoteriche, cosa che speravamo di non dover più  vedere dopo la pandemia. La richiesta va  dunque a tutti i colleghi e i cittadini, italiani e di tutto il mondo, a esprimere il loro sconcerto su questi sviluppi, firmando la petizione“.

Di tutt’altro segno, ovviamente, il commento dell’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica. “L’agricoltura biologica -ha dichiarato il presidente Carlo Tricarico- nasce dall’ agricoltura biodinamica e quindi la scelta di equipararle è assolutamente corretta e rappresenta una svolta anche a livello economico ed europeo. E’ un segmento in forte crescita, che esporta nei mercati più remunerativi il 95% delle sue produzioni italiane con una crescita del 14% nel 2020, oltre a vantare straordinarie performance produttive. Secondo il bio report del Mipaaf l’agricoltura biodinamica ha una resa ad ettaro pari a 13.309 euro rispetto alla media dell’agricoltura tradizionale nazionale di 3.207. Non ultimo il fatto che i suoi standard applicano già le principali indicazioni della Strategia Farm to Fork per il Green Deal europeo. Con il via libera del testo possiamo recuperare il gap con altri paesi europei, soprattutto del Nord Europa“.

Emiliano Raccagni

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