Il tassello che mancava

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Duplice festeggiamento ieri a Jesi (An) presso lo stabilimento New Holland, a segnare il debutto della neonata CNH Industrial e l’inaugurazione del nuovo Customer Centre, un polo di accoglienza/dimostrazione/formazione destinato a importatori, dealer e utenti finali dei marchi New Holland AG e Case. L’obiettivo? Quello di accogliere ogni anno 1500 visitatori, una media di due visite al mese per gruppi di 25 persone l’una. Non solo un’operazione di marketing, quindi, ma un progetto dai contenuti ben precisi che coinvolge uno stabilimento (esteso su una superficie di 64.000 metri quadrati, che dà lavoro a 900 persone) nato con vocazione agricola (dal 1948 al 1977 a Jesi era ubicata un’azienda locale, la Ghilardi, che produceva aratri), poi rilevato dal Gruppo Fiat e che ha prodotto più di 650.000 trattori  (attualmente la produzione si attesta sulle 25.000 macchine l’anno in più di 10.000 configurazioni). Si tratta di trattori specializzati ad elevato valore tecnologico, sotto i 100 CV (il segmento leggero rappresenta oltre il 70% dell’immatricolato e del fatturato di New Holland AG) sia a marchio Case che New Holland che qui vengono assemblati con componenti che arrivano da Modena, motori FPT Industrial che arrivano da Torino e…mano d’opera locale fortemente motivata (con il 23%di quote rosa) a confezionare un prodotto d’eccellenza destinato alle colture mediterranee.

Da sinistra a destra Stefano Orazi, responsabile QualitĂ  dello stabilimento Giovanni Marchetti, responsabile Logistica dello stabilimento Francesco Zandri, responsabile Assemblaggio trattori e trasmissioni dello stabilimento, Marco Mazzaferri, Direttore Mercato Italia di NH AG e Santi Cugno, responsabile dello stabilimento di Jesi.

 

Il nuovo Customer Care, che sarĂ  operativo nel 2014,  è quindi il tassello che mancava a una struttura che attualmente “sforna” un trattore ogni 8 minuti. Il centro, estendendosi per 800 m2, adornato con grafiche e strutture in ferro, legno e vetro,  comprende una sala conferenze da 50 posti, un salotto e sala riunioni al piano ammezzato e un punto vendita merchandising di prossima apertura. In quest’area espositiva è messa in vetrina l’attuale produzione dello stabilimento di Jesi: i modelli T4, T4F, TD5, T5 e TK. Lo stabilimento di Jesi è, infatti, il centro internazionale per la produzione dei trattori speciali, come le serie T4F/N/V, frutteto, vigneto e filari stretti, i trattori cingolati TK (come il famoso trattore cingolato TK4000, che si avvale di un sistema di cingoli di gomma e di acciaio interscambiabili unico nel settore) e le gamme T4, TD5 e  T5.

Il sito di Jesi, diretto dall’ingegner Santi Cugno, sta implementando anche il World Class Manufacturing, un sistema di produzione strutturato e integrato che abbraccia tutti i processi dello stabilimento, dalla sicurezza all’ambiente, dalla manutenzione alla logistica e alla qualità. L’obiettivo è quello di migliorare continuamente le performance produttive, ricercando una progressiva eliminazione degli sprechi, in modo da garantire la qualità del prodotto e la massima flessibilità nel rispondere alle richieste del cliente, attraverso il coinvolgimento e la motivazione delle persone che lavorano negli stabilimenti. Le attività del World Class Manufacturing sono periodicamente sottoposte ad audit qualificati e a ogni stabilimento viene assegnato, durante questi audit, un punteggio e i relativi premi (Bronze, Silver, Gold). Nell’ambito di questo processo, lo stabilimento marchigiano, che ha già ottenuto il riconoscimento “Bronze”, sta lavorando per raggiungere nel 2017 il livello “Gold”. La sostenibilità è ovviamente in primo piano (e come potrebbe essere altrimenti per un “Clean Energy Leader”?).  A Jesi gran parte del materiale arriva e viene rispedito attraverso rotaia, riducendo l’impatto ambientale e tutti i processi produttivi sono ispirati a questa “mission”.

Articolo di Daniela Grancini

 

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Come è ormai tradizione, l’annuale  incontro con la stampa è anche l’occasione parlare dei risultati 2013. Che per New Holland AG sono stati complessivamente buoni, a parte alcune ombre (la perdita di 250 trattori rispetto al 2012, per esempio). Quali sono le ragioni?

“Sostanzialmente l’introduzione del Tier IV”, ha spiegato Marco Mazzaferri (nella foto), Business Director del Mercato italiano di New Holland AG. “Abbiamo lanciato in anticipo rispetto agli altri i nostri motori Tier IV nella gamma più importante per il mercato Italia. Si tratta di motorizzazioni molto costose  la cui adozione ci ha costretto ad una lotta impari con gli altri competitors.  E’ difficile vendere un prodotto  che, a causa del suo elevatissimo valore tecnologico e della ricerca che ha comportato, costa il 15% in più rispetto a quelli della concorrenza. Come sempre si tratta di un fatto culturale. Solo quando si capisce che, grazie a queste innovazioni , le macchine diventano più performanti e produttive, si può accettare un prezzo che, a questo punto, diventa pienamente giustificato”.[/box]

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