Il ruolo fondamentale del consulente fitoiatrico

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Il consulente in materia fitoiatrica è il dottore agronomo e dottore forestale, come previsto dalla vigente normativa. Un’attività di consulenza meglio definita rispetto al passato, in particolare per quanto riguarda compiti e responsabilità, nonché il riconoscimento del vigente percorso di formazione continua. E poi una suddivisione dei ruoli per evitare commistioni di interessi e assicurare una prestazione professionale che garantisca la salute pubblica (umana) e l’ambiente.

Sono questi, in sintesi, i punti salienti delle proposte di modifica e osservazioni alla bozza del Piano d’azione nazionale (PAN) per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari avanzate dal CONAF (Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali) in occasione della consultazione pubblica che si è recentemente conclusa.

L’utilizzo dei prodotti fitosanitari in agricoltura è dettato dall’esigenza di salvaguardare le produzioni vegetali sia in termini quantitativi che qualitativi.

“La consapevolezza che l’esposizione diretta o indiretta delle persone e dell’ambiente a queste sostanze può avere gravi ripercussioni – sottolinea il presidente CONAF Andrea Sisti – ha portato alla definizione di una legislazione sempre più severa: da un lato per l’autorizzazione alla produzione, all’immissione in commercio e alla vendita di prodotti fitosanitari, e dall’altro per l’uso stesso dei prodotti fitosanitari.”

Un settore, quello agricolo, da educare attraverso professionalità specifiche in campo fitoiatrico. “La riduzione del rischio per la salute umana e per l’ambiente – spiega Enrico Antignati, consigliere CONAF, dipartimento Agricoltura, sviluppo sostenibile ed energie rinnovabili – si persegue attraverso un quadro di azioni già individuate dalla Direttiva (2009/128/CE) e che gli stati membri dovranno attuare, nel lungo periodo, nei Piani d’azione nazionali col fine di rieducare l’intero settore agricolo ed extra-agricolo a forme d’intervento fitosanitario sostenibili.”

“L’obiettivo del piano – aggiunge Cosimo Damiano Coretti, consigliere CONAF, dipartimento Sicurezza agroalimentare – deve dunque essere quello di favorire un uso sostenibile dei prodotti fitosanitari in cui la riduzione dei rischi associati al loro uso è la risultante di una serie d’azioni delle quali la principale deve essere quella di fornire a tutti gli attori coinvolti le informazioni e le conoscenze per valutare correttamente tutte le opzioni d’intervento fitosanitarie, chimiche e non chimiche. Il trasferimento delle informazioni e delle conoscenze deve essere tracciabile e rintracciabile.”