Il progetto “aspiragiuggiole” per l’Estremo Oriente

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3. 3D aspiragiuggiole

L’alternanza scuola-impresa, ad Abbiategrasso, è un’esperienza di successo. Lo dimostra il convegno, svoltosi presso BCS SpA, per la presentazione del progetto “aspiragiuggiole”, realizzato dai ragazzi della classe V A dell’Indirizzo Meccanica/Meccatronica dell’I.I.S. Alessandrini sotto la guida del prof. Pierangelo Russo, in stretta collaborazione con l’ufficio assistenza tecnica e l’ufficio progettazione di BCS SpA, rappresentati da Adriano Moscardin e Marco Ranzani. Dopo due anni di intensa attività, il gruppo di studenti ha infatti consegnato al presidente di BCS SpA, l’ing. Fabrizio Castoldi, il progetto per la realizzazione di un particolare attrezzo agricolo sviluppato per macchine monoassi condotte a mano (motocoltivatori o motofalciatrici), pronto per essere realizzato sotto forma di prototipo. Si tratta di un “aspiragiuggiole”, ovvero di un accessorio che si collega direttamente alla presa di forza delle macchine monoassi BCS, per la raccolta di questo particolare tipo di frutto a terra, estremamente diffuso in Cina.“Da sempre il nostro Gruppo crede nel valore dei giovani e si rende disponibile, attraverso stage ed esperienze di alternanza scuola-lavoro, ad offrire agli studenti opportunità di contatto diretto e concreto con il mondo dell’industria. Questo progetto, tuttavia, rappresenta per molti versi un ‘unicum’: nasce infatti da una specifica esigenza della nostra azienda per un’attrezzatura che si indirizzi in modo particolare ai mercati dell’Estremo Oriente e, grazie all’intenso ed approfondito lavoro di collaborazione tra BCS e gli studenti è approdato ad una fase progettuale avanzata, che prelude alla realizzazione di un vero e proprio prototipo”, afferma il presidente di BCS SpA Ing. Fabrizio Castoldi.

1. gruppo

Il progetto, in particolare, si è sviluppato nel corso delle ore curriculari della materia di Disegno del corso meccanico/meccatronico, senza alcun rientro pomeridiano: “Con una frequenza di due ore settimanali e ogni due settimane la visita di Marco Ranzani, del team di progettazione BCS, si è proceduto nelle diverse fasi di progettazione utilizzando gli stessi software di modellazione solida utilizzati dall’azienda. – spiega il prof. Pierangelo RussoDurante il primo anno l’intera classe si è dedicata alla comprensione del progetto, all’analisi del processo di separazione della giuggiola dal fogliame, all’analisi dei prodotti della concorrenza e all’addestramento sui programmi di progettazione in 3D. Nel corso del secondo anno, i ragazzi, divisi in gruppi, hanno quindi progettato tutte le parti, gestito l’assieme di loro competenza e ottenuto un modello virtuale dell’attrezzo. Al termine dei disegni quotati è seguita una serie di animazioni di montaggio denominati esplosi”. “L’integrazione con i ragazzi è stata particolarmente efficace. – racconta Marco RanzaniOgni aspetto della progettazione è stato analizzato congiuntamente con BCS, al fine di poter approdare a soluzioni che fossero rispondenti alle stesse tecnologie di processo e di lavoro che in BCS utilizziamo a livello produttivo. Un esempio è stata la scelta di progettare il telaio utilizzando tubi piegati, dal momento che possediamo in stabilimento macchine per la lavorazione del tubo”. “Seppur studiata in modo specifico per la raccolta di giuggiole, la macchina progettata – spiega Adriano Moscardin dell’ufficio assistenza tecnica BCS – potrà essere impiegata più in generale per la raccolta di tutti quei frutti che cadono a terra e sono privi di mallo, come olive o noccioline”. Interessanti anche le dinamiche relazionali che si sono sviluppate all’interno del gruppo di lavoro: “I ragazzi si sono potuti misurare realmente con il mondo dell’impresa – continua Pierangelo Russo –  e hanno colto la sfida. Soprattutto chi ha proseguito nel progetto nel secondo anno, ha vissuto un processo di maturazione notevole, con l’emergere di un leader positivo e propositivo che ha saputo coinvolgere gli altri compagni e motivarli, oltre a superare le negatività che potevano venire da un parte della classe”. “È stata davvero un’esperienza di Buona Scuola – afferma la preside dell’I.I.S. Alessandrini, dott.ssa Alba Arcidiaconoche ha confermato il valore profondo che può venire ai giovani da una stretta collaborazione tra istituzione scolastica e mondo dell’impresa. Desidero ringraziare soprattutto il presidente di BCS, Ing. Castoldi, che fa parte del nostro Comitato Tecnico-scientifico e che si è sempre dimostrato particolarmente vicino ai giovani e al territorio, oltre ai suoi più stretti collaboratori”. Proprio l’ing. Fabrizio Castoldi ha consegnato ai ragazzi, al termine del convegno, un attestato di merito.