Il motore gestito elettronicamente

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La storica motosega Stihl 026 è stata per lungo tempo ritenuta dai professionisti del settore un riferimento assoluto per leggerezza, praticità e grande versatilità. L’evoluzione di questo fortunato modello ha portato alla MS 260 e poi alla MS 261, sulla quale maggiore attenzione è stata posta verso i consumi di carburante e al comfort di impiego, grazie all’introduzione del motore 2 Mix e all’applicazione di elementi antivibranti con molle e componenti in cellasto. La nuova MS 261C-M prevede ora una gestione totalmente elettronica del motore da 50,2 cm³ di cilindrata; la massa della macchina di 5,2 kg (senza carburante, spranga e catena, e con carcassa motore in pressofusione di magnesio e silenziatore in acciaio inox), combinata con una potenza di 2,9 kW, fanno della MS 261 C-M una motosega medio-piccola con un interessante rapporto peso/potenza di 1,79, adeguato per l’impiego in un’ampia varietà di situazioni. È di fatto questa la caratteristica maggiormente  apprezzata della MS 261C-M, con la quale si può fare davvero quasi tutto, dalla depezzatura della legna da ardere al taglio di abbattimento e allestimento in boschi di medie dimensioni.

Le caratteristiche peculiari

Nel motore 2-Mix , un “cuscino” di aria pulita viene interposto nella fase di lavaggio fra la miscela in arrivo dal carter e i gas già presenti nella camera di scoppio, in modo che la parte di miscela incombusta non venga dispersa nell’ambiente. Ciò consente anche una riduzione dei consumi di carburante, che Stihl quantifica nel 20% circa. Prima della sua introduzione nella camera di scoppio, alla miscela aria-carburante viene impressa un’elevata turbolenza grazie al passaggio attraverso 4 canali di flusso, a tutto vantaggio di una più completa miscelazione, per una maggiore efficienza del motore. Il filtro aria HD2 è in polietilene anziché in feltro: ha fori più piccoli del 70%, per intercettare anche le polveri più fini. Inoltre, il polietilene è molto più facile da pulire anche nel caso in cui si imbratti di olio. La cartuccia rotonda, dotata di PET a chiusura rapida, consente uno smontaggio e un rimontaggio molto rapidi, senza uso di utensili. Come le sue “sorelle maggiori”, anche la MS 261C-M dispone di un pre-filtro a ciclone, che sfruttando la forza centrifuga impressa da una ventola (solidale al volano) al flusso dell’aria comburente elimina le impurità più pesanti (essenzialmente polveri e segatura), per poi essere convogliata al filtro principale, che in tal modo ha una vita utile considerevolmente più lunga. La pompa dell’olio è a portata regolabile, in modo da dosare la corretta quantità di lubrificante anche con legni molto duri e tecniche di lavoro particolari, in modo da garantire in ogni caso un lavoro ottimale di catena e spranga, grazie anche a sottili scanalature ricavate nelle maglie di guida della catena (E-matic), che intercettano l’olio e lo trasportano fino agli snodi e alle superfici di scorrimento dei denti. Non c’è dubbio però che la novità saliente è il controllo M-tronic del motore: una centralina a microprocessore comanda un’elettrovalvola che gestisce la mandata di miscela, in modo che il punto di accensione e il dosaggio del carburante vengano ottimizzati in tempo praticamente reale per ogni condizione di funzionamento, tenendo conto di temperatura ambientale, quantità di O2 presente nell’aria e qualità della miscela impiegata. In pratica, il controllo della carburazione è attivo in automatico già dal primo avvio della motosega, evitando qualsiasi operazione manuale di regolazione, quindi con un tangibile risparmio di tempo e un’indubbia facilità di impiego, perché non ci si deve preoccupare di ottimizzare l’efficienza del motore, che in questo modo viene garantita al meglio con una prontezza e precisione superiori a quella di qualsiasi pur bravo operatore. I vantaggi sono molteplici: un pronto avviamento anche a freddo; un funzionamento ottimizzato anche in caso di cambiamento delle condizioni meteorologiche, dell’altitudine e della qualità del carburante; una maggiore prontezza nelle accelerazioni, senza perdere spunto anche nelle fasi più impegnative del taglio. Inoltre, la motosega è in grado di memorizzare in automatico le impostazioni dell’impiego immediatamente precedente al successivo riavvio; se le condizioni ambientali sono immutate, si può così disporre da subito delle piene prestazioni della macchina, senza attendere la sua autoregolazione.

Leggi l’articolo di Gianluca Maria Gaiani, pubblicato su Macchine Agricole