Il dilemma delle rinnovabili

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Per sostenere l’azienda agricola nel momento della decisione, un consorzio di partner europei ha messo a punto una serie di strumenti di calcolo, adattabile ad ogni singola azienda.
Si chiama BioEnergy Farm ed è un progetto il cui obiettivo è quello di “incoraggiare gli agricoltori e i proprietari di terreno a considerare l’uso e la produzione di bioenergie, mettendo a loro disposizione l’insieme di conoscenze necessarie a definire l’opzione migliore per la loro situazione”. Un obiettivo fondamentale perché spesso l’agricoltore si trova lasciato da solo a decidere se e come considerare la produzione di bioenergie per la propria azienda. La caratteristica essenziale di questo progetto, finanziato dalla comunità europea nel programma quadro Intelligent Energy for Europe, è proprio questo: fornire informazioni imparziali e strutturate sulla fattibilità dell’impiego di determinate tecnologie o meno. Come ci spiega il prof. Berruto, Università di Torino – Dipartimento di Economia e Ingegneria Agraria Forestale e Ambientale DEIAFA e partner italiano del progetto: “È nostro interesse guidare l’agricoltore ad una soluzione che sia per lui obiettivamente vantaggiosa. Questo progetto non vuole sostituirsi o sovrapporsi alle aziende di consulenza nel settore, con le quali eventualmente potremmo cooperare, ma semplicemente assistere direttamente l’azienda agricola nei primi passi verso le agroenergie o meno”.
I primi passi
Gli strumenti sviluppati dal progetto BioEnergy Farm sono tutti a disponibilità gratuita, previa registrazione al sito. Gli strumenti prevedono due fasi di utilizzo. In un primo tempo si tratta di analizzare il ciclo produttivo dell’azienda, con gli apporti – energetici, di forza lavoro, di materiali, ecc. – per poter quindi alla fine determinare il vero rendimento – monetario ed energetico – della produzione di biomassa da parte dell’azienda stessa. “Si tratta di un programma, gratuitamente scaricabile dalla pagina internet del progetto, è in italiano ed è relativamente semplice da usare. Da parte dell’azienda si richiede l’inserimento di molte informazioni sul suo sistema produttivo, in modo da poter calcolare in maniera il più precisa possibile per la singola azienda i costi effettivi”. Tra le informazioni richieste vi sono, per esempio, tutte le operazioni di campo, la dimensione degli appezzamenti e la loro la distanza dal centro aziendale, il tipo di trattrici e il loro utilizzo, la quantità di prodotti utilizzati (fertilizzanti, diserbanti, sementi, ecc.), il loro costo ed infine il prezzo di vendita del prodotto finito. Così facendo l’azienda ottiene una stima piuttosto precisa dei suoi costi e dei suoi ricavi. Questo calcolo serve per poter poi definire il vantaggio o meno nell’utilizzo del prodotto per la produzione di bioenergie. Esso ha però anche un secondo utilizzo, un plusvalore, ovvero quello di fornire da una parte uno specchio relativamente fedele (a seconda anche della precisione con cui i dati vengono inseriti) dei costi di produzione aziendali e dei ricavi netti e dall’altra di una possibile stima di costi e ricavi in condizioni diverse. Permette cioè una previsione di come potrebbe cambiare l’economia dell’azienda cambiandone alcuni parametri (ad esempio: dimensioni, tecniche colturali, nuove colture).
Quindi…
Una volta determinato il costo della produzione, subentra il calcolo della fattibilità di un utilizzo del prodotto a scopi energetici. A questo punto si prendono anche in considerazione gli scarti agricoli, i reflui zootecnici e tutti gli elementi di cui l’azienda può disporre per produrre energia. Gli strumenti a disposizione prevedono l’analisi per la produzione di biogas e per la combustione di biomassa da silvicoltura e da bosco ceduo di rotazione. Mentre il primo tipo di analisi descritta qui sopra può essere condotta dall’azienda stessa, l’utilizzo degli strumenti per il calcolo dei costi/ricavi dell’eventuale produzione di bioenergie viene condotta in una prima fase on-line ed una seconda fase con l’assistenza dei tecnici dell’Università di Torino. “Noi contattiamo ogni azienda che si iscrive alla nostra pagina e decide di fare le analisi on line. Se sussiste interesse, proponiamo una visita da parte nostra in azienda per poter approfondire l’analisi sulla convenienza o meno nella produzione di bioenergie, sia essa riferita agli impianti a biogas o agli impianti a combustione di biomassa legnosa”. Lo scopo del progetto BioEnergy Farm è quello di arrivare ad una nuova potenza installata di 40 MW nei paesi partecipanti al progetto stesso, di avere un’analisi di circa 3000 aziende agricole e raccogliere 80 casi esemplari di aziende che, in seguito alle analisi effettuate, decidano di passare alla produzione di bioenergia in azienda, a partire da biomassa di origine aziendale.
di Maria Luisa Doldi