Grandi estensioni per piccoli frutti

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Nella piana veronese si trova un’impresa che coltiva piccoli frutti sulla considerevole superficie di 15 ha fuori suolo ed adotta tecniche di conservazione all’avanguardia.

In provincia di Verona, a San Giovanni Lupatoto, si trova l’azienda condotta da Elena Roncolato. Suo marito, Alessandro Lucchini, è responsabile della produzione e direttore del consorzio Aurorafruit, il consorzio Piccoli Frutti che raggruppa produttori della piana veronese e del Trentino. Questa impresa agricola lavora una superficie di 4 ha di tunnel multipli veronesi, dove coltiva 3 ha di lamponi e 1 ha di more, e 10 ha di mirtillo sotto rete. Sono tutti impianti di piccoli frutti intensivi coltivati fuori suolo, in vaso o canaline. Le persone impiegate in azienda naturalmente variano nel corso del ciclo produttivo. Durante i mesi di raccolta (6 mesi all’anno) operano 40 dipendenti che poi si riducono a 10, oltre a quelli impiegati per i lavori nel vivaio. È una delle prime aziende ad aver imperniato la sua attività sulla produzione di piccoli frutti su grandi superfici. Di solito, a questi prodotti sono dedicate superfici piccole e medie. In Italia sono pochissime le aziende che coltivano 3 ha di lampone e che basano tutto il loro fatturato sulla produzione dei piccoli frutti. La problematica maggiore nella coltivazione di queste colture è l’altissima deperibilità. I piccoli frutti si avvalgono positivamente di un abbattimento della temperatura immediato alla raccolta e di una catena del freddo ininterrotta dal confezionamento al consumo. Come tutte le aziende che aderiscono al consorzio Aurorafruit, anche questa è attrezzata con una packing house interna: un magazzino di 1000 mq con moderni tunnel di abbattimento, celle di stoccaggio e centro di confezionamento. È una delle caratteristiche più interessanti ed innovative rispetto alle altre aziende di questo tipo. Grazie al raffreddamento immediato, operato con sistemi ad aria forzata, la frutta riesce a mantenere pressoché inalterate le caratteristiche organolettiche e gustative arrivando al consumatore come se fosse appena colta dalla pianta. Dal primo nodo della filiera la catena del freddo non è più interrotta: camion refrigerati trasportano la frutta al centro logistico di Verona dove in un’area completamente refrigerata sono inviate alla loro destinazione finale.

Un mercato in crescita

Per capire come sta andando il mercato basta guardare le ultime comunicazioni del CSO (Centro Servizi Ortofrutticoli) da cui si deduce che il mercato dei piccoli frutti sta manifestando una crescita tuttora apprezzabile; parliamo infatti di uno dei pochi prodotti ortofrutticoli che nell’ultimo anno ha confermato la crescita dei consumi. È anche vero però che ci sono stati molti investitori a livello europeo; quindi ci si è trovati – e sempre più spesso ci si troverà in futuro – ad affrontare problemi dovuti ad un incremento della produzione superiore alla crescita dei consumi. Il più grande produttore di lamponi europeo si trova in Spagna, nel distretto di Huelva, dove la superficie coltivata a lamponi due anni fa era di circa 1800 ha mentre l’anno scorso c’è stata una contrazione di 300 ha perché l’aumentato interesse nei confronti di queste produzioni ha attirato troppi investimenti che non si sono tradotti in un corrispondente aumento dei consumi. Il mercato dà spazio ad una crescita, che deve però necessariamente essere ragionata.

Articolo di Antonio Ruccia