Gli investimenti del PNRR nel sistema irriguo

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Tra le misure del Pnrr di competenza del Mipaaf vi è anche quella relativa agli investimenti nella resilienza dell’agro-sistema irriguo per un migliore gestione delle risorse idriche. Come ricordano gli esperti della Fondazione Openpolis, nel focus dedicato alle misure del piano nazionale di ripresa e resilienza riservate al comparto primario, l’obiettivo di tale intervento è aumentare l’efficienza dei sistemi irrigui attraverso lo sviluppo di infrastrutture innovative e digitalizzate, anche come risposta ai cambiamenti climatici. Gli interventi principali, come si legge nel report, saranno mirati alla riduzione delle perdite e, più in generale, a rendere il sistema più efficiente. Ciò dovrà avvenire attraverso l’installazione di tecnologie quali contatori e sistemi di controllo a distanza. Circa 880 milioni di euro saranno investiti per la manutenzione e il potenziamento dei sistemi irrigui.

Soffre soprattutto il Sud Italia

Gli analisti sottolineano che in questo particolare settore una relazione della corte dei conti pubblicata nel marzo del 2022, e riferita all’anno 2019, evidenzia, ancora una volta, le carenze dell’infrastruttura idrica, con particolare riferimento al Meridione. Infatti, quest’area geografica del paese, oltre ad avere infrastrutture meno efficienti rispetto alle altre regioni (il cosiddetto “water service device”), si distingue anche per la scarsa disponibilità di dati inviati dagli operatori. Nelle zone in cui le informazioni sono disponibili, però, si evidenzia che al Sud le perdite dovute alla carenza di manutenzione dell’infrastruttura idrica sono comprese tra il 45% e il 55% se non addirittura superiori. In questi casi, le perdite sono considerate “non conformi” agli standard richiesti.

Le interruzioni del servizio di fornitura dell’acqua potabile

A confermare lo scenario piuttosto complesso, gli esperti rilevano come i ritardi del servizio idrico nel Mezzogiorno sono ancora più evidenti se si prendono in considerazione le interruzioni del servizio di fornitura dell’acqua potabile. La predetta relazione, infatti, cita i dati Istat in base ai quali in 11 capoluoghi di provincia meridionali (ossia Pescara, Avellino, Trapani, Palermo, Agrigento, Caltanissetta, Catania, Ragusa, Enna, Reggio Calabria e Cosenza) nel 2020 si sono registrate misure di razionamento nell’erogazione dell’acqua potabile. In questi capoluoghi, sono stati documentati oltre 1.700 giorni di riduzione o sospensione dell’erogazione su tutto o su parte del territorio comunale.

di Antonio Longo