Gestire meglio il suolo per raddoppiare la produzione agricola

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Una gestione maggiormente sostenibile del suolo potrebbe comportare un aumento delle produzioni agricole pari al 56%. Sfida che si fa sempre più impellente, a fronte delle stime sulla popolazione mondiale, che secondo la Fao nei prossimi trenta anni porterà al raddoppio degli attuali abitanti del pianeta. Considerando che nei primi 5 cm di suolo risiede oltre il 90% della biodiversità del pianeta, in larga parte costituita da microorganismi che regolano gli elementi nutritivi e di conseguenza la fertilità del terreno, è proprio il “rispetto” di questa zona ricca di vita che diventa indispensabile per la futura capacità di produrre cibo.

La considerazione è emersa in occasione dell’iniziativa ”Raccogliere i benefici della scienza per la sostenibilità nella produzione agricola primaria” organizzata dal Crea-Consiglio per la ricerca in agricoltura e analisi dell’economia agricola– insieme all’Accademia dei Lincei e all’Accademia dei Georgofili, dedicata al contributo della conoscenza scientifica allo sviluppo di sistemi agricoli sostenibili, ma ad elevata produttività. La tutela del suolo passa, quindi, attraverso tecniche che favoriscano la conservazione della sostanza organica del suolo, l’incremento della biodiversità, la fertilizzazione sostenibile con prodotti di nuova generazione provenienti da biomasse agricole e da scarti delle produzioni primarie e un approccio integrato con le tecnologie digitali di precisione.

Produrre di più e in maniera sostenibile, salvaguardando la diversità degli ecosistemi, la fertilità del suolo, la qualità dell’aria e delle acque e soddisfare la crescente domanda di cibo con prodotti di qualità, sani e nutrienti, in un contesto climatico alterato sono solo alcune delle domande a cui la ricerca deve quindi rispondere. “Una gestione sostenibile del suolo – dice Marcello Mastrorilli, ricercatore del Crea Agricoltura e Ambiente – ha ricadute positive anche sull’acqua. Infatti, un suolo sano e nutrito riesce a trattenerla di più e a ridurne le perdite che avverrebbero attraverso l’evaporazione, il drenaggio e il ruscellamento. L’uso efficiente dell’acqua implica, però, l’irrigazione sostenibile, che prevede appunto tecniche agronomiche finalizzate al mantenimento della fertilità dei suoli nonché appropriate sistemazioni idrauliche“.

Si tratta, insomma – continua – di un insieme di opere e di interventi tecnici che regolano i flussi di acqua, di fondamentale importanza per la salvaguardia del territorio, della fertilità del terreno e degli impianti agricoli. In questa direzione, infatti, vanno sia le tecniche di agricoltura conservativa sia le innovazioni tecnologiche dell’agricoltura digitale“.

Un recente studio Crea, inoltre ha evidenziato che la concimazione organica ha un’elevata potenzialità di aumentare il tasso medio annuo di stoccaggio del carbonio organico ben oltre l’obiettivo del 4‰, con un accumulo superiore di 15 volte nei seminativi e di oltre 20 volte nelle colture legnose. La concimazione con materiali organici (come letamazioni, residui organici e sovesci) risulta infatti essere la tecnica agronomica che, in misura maggiore, influisce positivamente sulla fertilità dei suoli e sulla capacità di ridurre le perdite di carbonio, aumentandone lo stoccaggio. Un risultato strategico sia per aumentare la fertilità e la produttività dei suoli, sia per contrastare gli effetti negativi dei cambiamenti climatici limitando le perdite di CO2 e contenendo l’aumento della temperatura entro la soglia dei 2 °C.

Emiliano Raccagni

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