Filiera umbra corta, dal seme alla pasta

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Grano tenero e grano duro, ma anche leguminose e proteoleaginose, coltivati in Umbria secondo i principi di agricoltura integrata e, dal 2020, la possibilità di trasformare le proprie produzioni cerealicole in farine, grazie all’acquisto di un moderno impianto di macinazione con macine a pietra, interamente alimentato a energia rinnovabile. Questa è Valle San Biagio, a Todi. Il nonno Biagio, il padre Padre, lui e il fratello Michele, tutti periti agrari per meglio dedicarsi all’azienda agricola di famiglia. Emanuele Ciucci, 28 anni, è nato e lavora a Todi. “Dopo gli studi all’Istituto agrario della mia città e una laurea triennale in Scienze e tecnologie agroalimentari all’Università di Perugia – ricorda – mi sono dedicato a tempo pieno all’attività di famiglia, l’agricoltura, affiancando insieme a mio fratello Michele, anche lui perito agrario, nostro padre, anch’esso perito agrario, nell’azienda che il nonno aveva fondato”.

Tutto nasce nel 1969 con Biagio Ciucci. Nel 1992, suo figlio Paolo, prosegue l’attività, incrementando le superfici di terreno e il parco macchine e, nel 2016, con i figli Emanuele e Michele, nasce la Valle di San Biagio. Un’attività che prende il suo nome dal nonno Biagio, ma anche dal patrono di Cacciano, la frazione del comune di Todi dove ha la sede l’azienda.

Ad oggi – spiega Michele Ciucci – l’azienda conta circa 150 ettari e con metodi di agricoltura integrata produciamo: frumento tenero e duro, orzo, farro, ceci, lenticchie, favino, girasole alto oleico. Mio padre Paolo segue tutte le lavorazioni, dalla semina fino alla raccolta del prodotto, mentre mio fratello Michele è impegnato nella coltivazione e digitalizzazione con strumenti come: Dss (sistemi di supporto alle decisioni), trattrici Gps, spandiconcimi a rateo variabile e mietitrebbiatrici con mappatura della resa e dell’umidità in tempo reale. Io infine mi occupo di ‘chiudere’ la filiera, anche grazie ad un mulino da fonti energetiche rinnovabili per la produzione di farine di alta qualità. Così arriviamo a commercializzare direttamente anche pasta di nostra produzione”.

Quanto in generale alle prospettive del settore, Michele Ciucci di Valle San Biagio commenta: “In questo momento storico, anzi da qualche anno a questa parte, l’agricoltura si sta riprendendo il ruolo che merita. Un ruolo cruciale all’interno di una comunità. Questo grazie alle istituzioni, alle stesse aziende agrarie, alle associazioni di categoria, grazie ai fondi europei che spingono ragazzi e ragazze di ogni età a dedicarsi alla riqualifica di terreni abbandonati, alla coltivazione di specie autoctone, alla valorizzazione del proprio territorio. L’Italia per la sua orografia, per la dimensione media delle aziende, deve puntare sulla Qualità. Una qualità con la Q maiuscola, non quella fatta di parole, ma prodotti privi di contaminanti, micotossine, residui di fitofarmaci, prodotti sani anche dal punto di vista nutrizionale per i consumatori, con attenzione particolare alla sostenibilità dell’ambiente  e degli agricoltori”.

Sanzia Milesi