Distretti del cibo e lotta a Xylella: bandi per 30 milioni

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Nei giorni scorsi è partito il primo bando nazionale dedicato al finanziamento dei Distretti del cibo, strumento pensato per garantire ulteriori risorse e opportunità per la crescita e il rilancio a livello nazionale di filiere e territori. Contestualmente, è stato avviato un secondo bando per favorire i contratti di distretto nell’area colpita dalla Xylella. In totale, il Ministero per le politiche agricole metterà a disposizione oltre trenta milioni di euro, 18 dei quali destinati al bando distretti e 13 per i territori colpiti dalla malattia degli ulivi. I bandi finanziano progetti da 4 a 50 milioni di euro di investimenti con un’ampia tipologia di spese ammissibili.

Il Contratto di distretto ha lo scopo di promuovere lo sviluppo, la coesione e l’inclusione sociale, favorire l’integrazione di attività caratterizzate da prossimità, garantire la sicurezza alimentare, diminuire l’impatto ambientale delle produzioni, ridurre lo spreco alimentare e salvaguardare il territorio e il paesaggio rurale attraverso le attività agricole e agroalimentari. Il Contratto di distretto Xylella, oltre quanto previsto sopra, ha lo scopo di realizzare un programma di rigenerazione dell’agricoltura nei territori colpiti dal batterio Xylella fastidiosa, anche attraverso il recupero di colture storiche di qualità.

I bandi finanzieranno progetti per un valore compreso tra 4 e 50 milioni di investimenti, con un’ampia tipologia di spese ammissibili. Laddove la richiesta di fondi superasse la disponibilità, precisa infine il ministero, è previsto un tetto massimo al contributo a fondo perduto per singolo programma di investimenti pari a 2,5 milioni di euro. Per entrambi i bandi la scadenza per la consegna delle istanze è il 17 aprile 2020.

La legge definisce Distretti del cibo:

– i distretti rurali e agroalimentari di qualità già riconosciuti o da riconoscere;

– i distretti localizzati in aree urbane o periurbane caratterizzati da una significativa presenza di attività agricole volte alla riqualificazione ambientale e sociale delle aree;

– i distretti caratterizzati dall’integrazione fra attività agricole e attività di prossimità.

– i distretti biologici.

A oggi, sono 64 le realtà ufficialmente iscritte al Registro nazionale dei Distretti del cibo che raccoglie tutte le realtà riconosciute dalle regioni, tra Agroalimentari di qualità, Biologici, Floristici, Vivaistici, Produttivi e Rurali. I Distretti sono così distribuiti in Italia: Abruzzo 5, Basilicata 4, Calabria 10, Lazio 3, Liguria 1, Lombardia 17, Piemonte 3, Puglia 3, di cui uno dedicato all’area colpita dalla Xylella, Sicilia 7 e Toscana 11. I 18 milioni a disposizione saranno quindi “contesi” da questi.

Per garantire lo sviluppo di tutto il territorio e non solo delle singole filiere, i Distretti opereranno attraverso programmi di progettazione integrata territoriale. “Investiamo nella progettazione territoriale per favorire la crescita dell’Italia – ha detto la ministra alle Politiche agricole, Teresa Bellanova – lavorando per sbloccare energie ed investimenti. L’agricoltura e l’agroalimentare sono un motore di idee, progetti, nuovi posti di lavoro, di futuro. Abbiamo lavorato con le regioni per mettere a punto un bando, il primo, che dia stimolo a una nuova stagione dei distretti del cibo. C’è molto interesse e fermento in tutti i territori, già questa è una scommessa vinta” ha aggiunto la Bellanova. La ministra ha anche sottolineato come “L’Italia può essere un laboratorio di buone pratiche, investendo sull’economia circolare, sulla ricerca e su formule più forti di collaborazione tra agricoltori, allevatori, imprese di trasformazione e istituzioni. Noi ci siamo e vogliamo accompagnare questo sviluppo”.

Emiliano Raccagni

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