Dal 2024 GRI 13, lo standard di sostenibilità per l’agricoltura

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Entrerà in vigore con le attività di rendicontazione riguardanti il periodo post 1 gennaio 2024 la norma GRI 13 che riguarda anche le attività del settore agricolo.  Si tratta della norma che fissa lo standard comune che, sul fronte degli impatti nelle dimensioni economica, ambientale e sociale che ha il comparto primario, aumenterà la completezza e la comparabilità delle informazioni sulla sostenibilità di tutte le organizzazioni coinvolte, a livello globale, nelle coltivazioni e nella produzione animale.

La norma, in particolare, permette di misurare gli effetti delle attività agricole con specifico riferimenti ai cambiamenti climatici e alla biodiversità, alla sicurezza alimentare, al coinvolgimento della comunità.

Nel 2019, il Global Sustainability Standards Board (GSSB), organismo indipendente responsabile della definizione dei GRI Standards, ha avviato il progetto nell’ambito del programma di settore per sviluppare uno standard per l’agricoltura, oltre che per l’acquacoltura e la pesca. Il GRI 13 è stato sviluppato da un gruppo di lavoro di progetto e fa parte dei 40 GRI Sector Standards concernenti lo sviluppo sostenibile, compresi i profili relativi ai cambiamenti climatici, alla biodiversità, allo sviluppo economico e ai diritti umani. Ciò nella consapevolezza che sono circa 2,5 miliardi le persone che dipendono dai settori dell’agricoltura e della pesca per il proprio sostentamento e che quindi il loro impatto sullo sviluppo economico e sui diritti umani non può e non deve essere sottovalutato.

Il GRI 13 affronta i temi rilevanti per gli impatti di qualsiasi organizzazione che opera nell’agricoltura, come le tematiche riguardanti la sicurezza alimentare, il diritto alla terra e alle risorse, il salario e il reddito di sussistenza, la conversione dell’ecosistema naturale, il benessere degli animali, la salute del suolo e l’uso di pesticidi. Ma anche le implicazioni riguardanti un’impresa che intenda operare in maniera responsabile sulla base delle indicazioni provenienti da organismi internazionali, quali l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), l’Organizzazione internazionale del lavoro (ILO), l’Organizzazione marittima internazionale (IMO).

“Esiste un paradosso nel fatto che i modi in cui produciamo il cibo e i materiali di cui una popolazione in crescita ha bisogno si traducono anche in numerosi impatti economici, ambientali e sociali che, a loro volta, mettono a rischio la fattibilità futura dei sistemi alimentari mondiali” evidenzia Judy Kuszewski, presidente del Global Sustainability Standards Board; “affrontare questa sfida richiede un’azione concertata, globale e multi-stakeholder”.

Puntando i riflettori sugli impatti più significativi delle organizzazioni coinvolte anche nel settore agricolo, il GRI 13 apporta la necessaria chiarezza e l’indispensabile coerenza per informare in maniera adeguata il processo decisionale responsabile.

Report concisi, trasparenti ed affidabili consentiranno alle imprese di svolgere ancora di più un ruolo chiave nel raggiungimento degli obiettivi globali per il clima, le foreste, i diritti umani e lo sviluppo sostenibile. Inoltre, il GRI consente agli acquirenti, agli investitori, ai finanziatori, alle organizzazioni della società civile e ad altre parti interessate di raccogliere le informazioni di cui hanno bisogno per prendere decisioni informate relative alle prestazioni aziendali.

di Antonio Longo