Da madre a figlia

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Un’azienda vitivinicola che si tramanda di generazione in generazione. In una terra dai sapori, dai profumi, dai colori unici quale è la Sardegna. Nasce nel 2010 l’azienda Antonella Corda, gestita dall’omonima giovane imprenditrice, dopo un breve arco temporale in cui le redini furono tenute dalla madre Maria Argiolas. Azienda giovane ma che alle spalle può contare sull’illustre passato costituito dall’azienda del nonno, Antonio Argiolas. “Come ben esprime il nostro pay off “di madre in vigna”, l’azienda è nata grazie alla volontà di mia madre di proseguire nella sua terra “Serdiana” la tradizione di famiglia, – ci spiega Antonella – nel 2010, al termine dei miei studi, ossia la laurea conseguita a Sassari in Scienze e tecnologie agrarie e il master in Gestione del sistema vitivinicolo, ho preso in mano l’azienda, costituita da sette ettari di Vermentino appena piantati e da 12 ettari di oliveti; i restanti appezzamenti erano rappresentati da pascoli o seminativi e per 5 ettari da un vigneto coltivato con il vecchio sistema del tendone. In nove anni, abbiamo raddoppiato i vigneti e creato nel contesto agricolo, tra i vigneti e gli oliveti, una piccola e ben attrezzata cantina che ci consente di lavorare tutto ciò che produciamo”.

Un costante miglioramento che non si ferma. Anzi. Diversi i progetti in cantiere. “Abbiamo in mente la realizzazione di un impianto fotovoltaico di 20 Kwatt che sarà sufficiente a comprare le nostre esigenze diurne e, con la sovrapproduzione diurna, andremo a bilancio zero con quella notturna, – prosegue la giovane imprenditrice – abbiamo partecipato al bando misura investimenti OCM vino. Altro nuovo progetto, un nuovo prodotto che a breve presenteremo: Ziru selezione di Vermentino, lavorato in anfora di terracotta”.

Un’avvincente esperienza che consente ad Antonella Corda di tracciare punti di forza e di debolezza del comparto agricolo Made in Italy. “Quando ho iniziato credevo che chi continuava a lamentarsi per l’eccessiva burocrazia esagerasse, oggi sono fermamente convinta che la crescita delle aziende agricole è, purtroppo, rallentata da questa piaga, – riflette – il settore vino, in particolare, dovrebbe essere politicamente più coeso per far percepire la sua voce e per risolvere le problematiche del comparto. Osservo con ottimismo l’attenzione generale per l’alimentazione e per i prodotti genuini.  Nei prossimi anni spero che questo interesse si rafforzi e si trasformi in una maggiore cultura dell’alimentazione. Inoltre, valuto positivamente il fervore scientifico che sta facendo nascere nuovi strumenti a disposizione delle aziende agricole per ridurre l’impatto di queste sull’ambiente”.

di Antonio Longo

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