Coltivare piante officinali… da leader di mercato

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Con una produzione di oltre 50 milioni di pezzi ogni anno, 1600 lavoratori e un export in 21 Paesi al mondo, Aboca è tra le principali aziende che realizzano dispositivi medici a base di sostanze naturali e integratori alimentari. Per farlo, Aboca coltiva oltre 60 specie in 1700 ettari di terreni in Toscana, tra Valtiberina e Valdichiana. Nato a Sansepolcro nel 1939, una Laurea Honoris Causa dall’Università di Pisa in Biotecnologie Vegetali-Microbiche e una nomina a Cavaliere del Lavoro, Valentino Mercati è fondatore e presidente di Aboca.

“Quando ho fondato Aboca nel 1978 – ricorda Valentino Mercati – ero un imprenditore di successo nel settore automobilistico. Ho deciso di cambiare completamente strada quando ho iniziato a interrogarmi sul rapporto tra uomo e natura. Erano gli anni della prima rivoluzione culturale: c’erano i Verdi in Germania e anche in Italia si iniziava a riflettere su certi temi. Si stava evidenziando la tossicità delle sostanze chimiche usate in agricoltura, la loro pericolosità per la salute. Io ho scommesso sul fatto che le cose si potessero fare in modo diverso. Ecco perché ho cominciato a studiare le piante medicinali. Per cercare un’alternativa naturale e scientificamente avanzata capace di far bene all’uomo nel rispetto dell’organismo e di tutto il sistema vivente. Sono partito dai campi che circondavano la tenuta di famiglia sulle colline della Valtiberina Toscana, in località Aboca. Da qui appunto deriva il nome dell’azienda, dove ancora è la nostra sede”.

Aboca è oggi un nome molto conosciuto nell’ambito dell’automedicazione grazie alle erbe officinali che gli derivano da 1700 ettari di terreni coltivati con oltre 60 specie. Il presidente di Aboca spiega più nel dettaglio: “Tutte le nostre coltivazioni sono biologiche. Per fare biologico su vasta scala serve una elevatissima conoscenza dell’agroecosistema e l’utilizzo di operazioni colturali avanzate, grazie all’ausilio di strumenti d’avanguardia. Abbiamo la completa gestione della filiera di produzione primaria di piante officinali. Il ciclo inizia con la selezione e la propagazione dei semi delle piante officinali necessarie a costituire la base produttiva primaria. Le piante officinali sono specie spontanee che sono state domesticate ma poco selezionate, mentre noi nei nostri campi facciamo produzione sementiera, andiamo a selezionarle al fine di ottenere dei semi unici, di cui conosciamo la qualità. Ogni singola specie viene domesticata, selezionata e ripropagata. Infine, un’azienda agricola non può definirsi tale se non include anche l’allevamento in quanto esso chiude il cerchio dell’agroecosistema. Alleviamo bovini e suini allo stato brado, in quanto la loro presenza all’interno dei nostri terreni non fa altro che arricchire e implementare il suolo che accoglierà le nostre coltivazioni.”

 

 

A quattro mani con il professor Stefano Benvenuti, il fondatore e presidente di Aboca, Valentino Mercati ha di recente pubblicato il libro “Malerbe amiche”, in cui parla dell’azienda ma anche di biodiversità e futuro del Pianeta. “Io credo che sia possibile produrre su larga scala garantendo la piena sostenibilità ambientale e il pieno rispetto della biodiversità – conclude -. Nella nostra quarantennale esperienza abbiamo acquisito una serie di tecniche agronomiche che ci permettono di ottenere produzioni performanti nel pieno rispetto dell’agro-biodiversità. Ad esempio sovesci e cover crops sono il primo e reale nutrimento per il suolo e difesa per l’insorgenza dei patogeni e delle infestanti. Siamo la dimostrazione che coltivare in modo sostenibile e conveniente è possibile. Con la nostra storia possiamo dimostrare che una diversa visione dell’agroecosistema è anche più redditizia.”

Sanzia Milesi